A 5 anni dal suo ultimo lavoro, Björk torna con Fossora, undicesimo album in studio dell’artista islandese in uscita questo autunno sotto l’etichetta One Little Independent Records. L’artista (che quest’anno abbiamo visto al cinema con The Northman) ha raccontato i dettagli, la genesi e le ispirazioni per la sua nuova creatura in un’intervista al Guardian.
Fossora è il femminile del termine latino fossor, “colui che scava”, da cui viene anche il termine italiano “fossore” (sinonimo desueto per becchino). Ma al contrario del suo nome, l’atmosfera dell’album sarà tutt’altro che lugubre: sarà un disco per «gente che allestisce discoteche nei propri soggiorni».
Come ogni album di Björk, sarà un’opera strettamente collegata alla precedente. Se Utopia (2017) era un magico rifugio dal mare di disperazione in cui la cantante annegava in Vulnicura (2015), Fossora ci racconta la vita in questa nuova dimensione. Mentre Utopia aveva suoni elettronici più cupi, il nuovo album sarà vitale e sognante. Sarà come entrare in una fantasia di rinascita dove è possibile fare cose normali, come passare del tempo con gli amici. Ironico, se si pensa che questo album è nato durante il lockdown.
Eccomi qui, questa donna bloccata nel suo soggiorno in pieno lockdown, quattro minuti di musica seria e poi WOO!
Björk
L’isolamento forzato ha dato modo a Björk di riflettere su ciò che le è successo negli ultimi anni. Dunque aspettiamoci un lavoro personale ma aperto alle relazioni, a partire da quelle familiari. Ci sarà sua figlia Doa, che ha scritto con lei una canzone sui figli che lasciano il nido familiare («nel pezzo mi prende in giro, dice che sono appiccicosa…»), ma ci saranno anche due canzoni dedicate alla madre, l’attivista Hildur Rùna Hauksdòttir, morta nel 2018.
Riguardo alle sonorità, Björk ha anticipato la presenza di un sestetto di clarinetti e tanta musica techno. Di grande ispirazione sono stati Gabber Modus Operandi, un duo indonesiano che mischia tradizione e innovazione. Björk, per descrivere le sue idee a Ican Harem e DJ Kasimyn durante la prima call, ha parlato di «album fungo» ma anche di «scavare un buco nel pavimento».
Sto vivendo con le talpe e mi sto davvero rintanando
Björk
Il duo si è trovato sulla stessa lunghezza d’onda e ha creato alcune basi per l’artista. I tre hanno anche un gruppo Whatsapp. Il nome? “Biological techno”. Chissà che non diano vita a un nuovo genere musicale.