Images è un brano estratto dal nuovo disco dei Bitter Moon, The World Above: in calce alla news trovate il video della traccia, che SENTIREASCOLTARE presenta in anteprima esclusiva italiana.
The World Above esce l’8 maggio 2020, prodotto da Jacco Gardner e masterizzato da Simon Heyworth (Tangerine Dream, Brian Eno) al Super Audio Mastering. I Bitter Moon si muovono agilmente su una musica che frequenta i territori del krautrock più espansivo e kraftwerkiano, ma capace anche di declinare il tutto in una sorta di wave-pop elegante e glaciale o in certe progressioni ambient à la Jean-Michel Jarre dalla pulizia sonora impeccabile.
«Pensato inizialmente come reazione a un incontro fortuito con il Nuovo Cinema Tedesco – si legge nel comunicato che accompagna il disco – il concept album The World Above ha rappresentato per BITTER MOON una preziosa occasione per confrontarsi con un retaggio musical-culturale – quello di matrice germanica – a lungo poco considerato nell’articolazione estetica del duo, malgrado la contiguità delle esperienze artistiche e umane. Tuttavia, la pluralità di riferimenti e ispirazioni che ha contribuito a plasmare la canzone Images, unitamente alla realizzazione del suo videoclip, trascende chiaramente lo stimolo iniziale e lascia presagire che The World Above debba essere inteso come un complesso Gesamtkunstwerk. Sono numerose le considerazioni distopiche, vedi Baudrillard, Philip K. Dick e Orwell, a echeggiare nei toni cupi del videoclip; sono invece l’ottimismo e la spiritualità romantica della Nouvelle Vague francese che illuminano certe sequenze. “You are nothing more than the image others have made of you” sembra essere uno dei presupposti epistemologici alla base di una delle realtà ritratte nel filmato, dove l’utilizzo metaforico delle hall of mirrors e le frequenti mises en abyme rendono vani i tentativi dello spettatore di determinare la vera natura di ciò che appare in uno dei tanti schermi di Images. È in uno di questi mondi paralleli che si scorge un personaggio sempre in movimento, le cui peregrinazioni labirintiche in un’iperrealtà fatta di scale, specchi e sfere di cristallo inducono a pensare come egli debba sentirsi minacciato e, allo stesso tempo, attratto dall’impossibilità di poter affermare con certezza il proprio significato.

