Quando si parla di fantascienza, il concetto dei “mondi paralleli” è di casa. Come altrettanto di casa è il brano strumentale nel mondo del prog rock. La PFM mette insieme le due cose e si appresta a pubblicare Ho sognato di pecore elettriche (anche in versione inglese) – esplicito il rimando a Cacciatore di Androidi dello scrittore americano Philip K. Dick – dal quale ha estratto un primo singolo (AtmoSpace) il mese scorso, e oggi il secondo intitolato Mondi paralleli (Worlds beyond).
Se Atmospace era un biglietto da visita incerto, che restava in bilico su molteplici strade che potrebbe prendere il lavoro completo, Mondi paralleli è una decisa affermazione, un manifesto: la PFM c’è, agguerrita e più prog-oriented che mai. Un incipit da Sagra della Primavera (Stravinskij) che evapora lasciando spazio a corpose tastiere à la EL&P corroborate da riff di modernariato prog-metal fanno ben sperare.
Se il buongiorno si vede dal mattino, tanto i fan della prima ora quanto i più giovani abituati a sonorità maggiormente ruvide seppur di classe, avranno di che essere soddisfatti. Nel giro di pochi giorni ne sapremo di più. Nel frattempo ogni ascolto di Mondi paralleli spinge, alla fine, a fare calare la puntina sul singolo… pardon… a fare ripartire il lettore di mp3 per un altro ascolto. Buonissimo segno.
