Talking Heads, still dal concerto Wartime LIVE di Los Angeles '83

L’ex batterista dei Talking Heads: “Sarebbe bella la reunion ma l’ultima volta che ho parlato con David Byrne è stata 17 anni fa”

Chris Frantz (Talking Heads) presenta la sua nuova autobiografia in cui parla molto della sua ex band.

Quella dei Talking Heads sarebbe una reunion che sognano in tantissimi ma negli anni è diventata una chimera, viste anche le ripetute dichiarazioni di David Byrne contrarie a un’eventualità del genere, come quella del 2017, ma anche un’altra risalente allo scorso dicembre.

Ora, in una nuova intervista, torna a pronunciarsi in merito l’ex batterista della celebre band newyorchese, Chris Frantz, che a Rolling Stone ha parlato della sua autobiografia Remain in love, prevista in uscita il 21 luglio, ma ha toccato anche il tema riguardante il ritorno sulle scene del suo ex gruppo: «Sarebbe bello se accadesse, perché a differenza di molte band nostre contemporanee noi siamo ancora tutti vivi. L’ultima volta che ho parlato con David faccia a faccia fu in un’enoteca a Lower East Side e discutemmo proprio di questa possibilità. Per prima cosa mi disse: “Fammici pensare e ti faccio sapere”. Io risposi: “Ok”. Mi ricordo che era un venerdì sera e il lunedì seguente ricevetti una mail che diceva: “Te l’ho già detto e te lo ripeto per l’ultima volta. Non rimetterò mai insieme i Talking Heads, per favore non parliamone più. Era il 2003, è passato un sacco di tempo. Mi ricordo che nevicava, per cui eravamo in inverno».

Negli anni, a Byrne è stato chiesto tante volte nelle interviste se avrebbe mai voluto riprendere la carriera dei TH: «Risponde sempre: “Non voglio guardarmi indietro. Sarebbe un passo indietro per me”. Bene», ha detto Frantz. I due ex compagni di band non si sono rivisti neppure durante la recente messa in scena del musical American Utopia on Broadway (spettacolo tratto dall’ultimo album di Byrne, American Utopia, che tornerà in scena a settembre per una ulteriore run di 17 settimane) nel quale, peraltro, l’ex frontman ha eseguito diverse canzoni dei TH: «Mi sarebbe piaciuto andare a vederlo ma non volevo presentarmi senza essere stato invitato, e così non l’ho visto dal vivo ma solo a pezzi su YouTube. Ad ogni modo, credo che senza canzoni della nostra band non avrebbe mai avuto l’opportunità di esibirsi a Broadway».

Nel suo libro, il drummer non ha parlato dell’attività della formazione statunitense a metà degli anni Novanta, quando Byrne se n’era già andato (i restanti componenti – Tina Weymouth, Jerry Harrison e appunto Chris Frantz – pubblicarono un album, No Talking, Just Head, a nome The Heads nel 1996, realizzato con la partecipazione anche di artisti quali Debbie Harry, Andy Partridge e Michael Hutchence, ndSA). A precisa domanda dell’intervistatore, Frantz ha risposto, tra il serio e il faceto: «Sono rimasto deluso dalla reazione che ebbe la cosa. Parlo anche della stampa. Rolling Stone scrisse una cosa tipo: “Come osano fare un album senza Byrne? Dopo aver letto quel commento cancellai il mio abbonamento alla rivista. Non ne ho voluto parlare perché in fondo fu un’esperienza un po’ triste».

Frantz ha parlato però anche dell’esperienza con i Tom Tom Club, la band – ancora in attività – da lui fondata nel 1981 insieme alla Weymouth, che poi è anche sua moglie, e della reazione che ne ebbe Byrne: «Credo che la cosa gli ruppe i coglioni. All’epoca lui stava lavorando al suo vero esordio solista, The Catherine Wheel. Giusto per fare chiarezza: il nostro disco vendette 100 volte tanto rispetto al suo, non c’era paragone. Con questo non voglio dire che il suo lavoro fosse brutto, anzi era interessante, ma non riuscì a connettersi con il pubblico come fece il nostro. Alla fine fu una scelta sua, quella di buttarsi in un progetto di belle arti».

Frantz fu anche colui che scrisse uno dei maggiori successi dei TH, se non il maggiore, Psycho Killer: «La verità è che eravamo tutti coinvolti nel processo compositivo. Al limite, David diceva: “Voglio scrivere io il testo”, e per me andava bene, poiché aveva quella prospettiva unica che io apprezzavo». Sul loro rapporto personale, il batterista ha invece affermato: «Nei primissimi tempi eravamo molto vicini. Anche quando ci trasferimmo a New York, dove vivemmo insieme per un paio d’anni fino al 1976, quando ci comprammo casa ognuno per conto proprio. A quei tempi facevamo tutto insieme, andavamo negli stessi posti e avevamo gli stessi amici. Credo che lui abbia cominciato a staccarsi da noi quando iniziammo ad avere successo. Più il successo cresceva, meno lo vedevamo».

Parlando in generale del libro, Frantz ha dichiarato: «L’ultima cosa che volevo era sembrare il classico batterista piagnucoloso che si scaglia contro il suo ex cantante. Non sono io quel tipo, e non volevo neanche sembrarlo. L’idea dell’autobiografia mi frullava in testa da un sacco di tempo ma solo sei o otto anni fa ho iniziato a pensarci seriamente. Ne parlai con Tina e con gli amici e loro mi dissero: “Bene, quand’è che inizierai a scriverlo?”. Ci ho messo un anno e mezzo a scriverlo e altri sei mesi per editarlo. Non ho mai tenuto un diario o fatto foto, per cui mi sono aiutato con le agendine nelle quali Tina annotava le sue impressioni, pure riguardo ai singoli concerti. Se una serata era andata bene scriveva: “Grande show”, altrimenti: “Qui non ci torneremo mai più”. Di grande aiuto mi sono stati anche i bootleg dei vari concerti, alcuni dei quali di proprietà di un tizio in Olanda che menziono anche nel libro. Ma la mia serata preferita fu il live a Roma nel 1980 (che fu filmato e divenne un film-concerto ufficiale, ndSA). Lo adoro, era davvero bello».

Ricordiamo che l’ultima volta che i Talking Heads hanno suonato insieme è stata alla cerimonia per la loro introduzione nella Rock & Roll Hall Of Fame, nel 2002. A dicembre scorso, il gruppo ha aperto un proprio canale Instagram ufficiale. Su SA trovate la recensione classic (a firma Giancarlo Turra) di Fear Of Music, il disco dei TH datato 1979.

A seguire, il link video al succitato Live in Rome 1980 nella sua interezza:

Tracklist
  • 1 Burn Under Punches (The Heat Goes On)
  • 2 Crosseyed And Painless
  • 3 The Great Curve
  • 4 Once In A Lifetime
  • 5 Houses In Motion
  • 6 Seen And Not Seen
  • 7 Listening Wind
  • 8 The Overload
  • 9 Fela's Riff
  • 10 Unison
  • 11 Double Groove
  • 12 Right Start
Talking Heads
Remain in Light

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