Il murale apparso lo scorso aprile su un muro a Marble Arch, a Londra, e che si crede sia opera di Banksy (anche se l’anonimo street artist più famoso al mondo non l’ha mai confermato), è stato posto all’interno di un involucro protettivo dal consiglio comunale di Westminster. La misura – scrive New Musical Express – è stata presa dietro suggerimento di alcuni esperti d’arte.
L’opera, che fu realizzata in occasione della protesta contro il cambiamento climatico organizzata dal movimento Extinction Rebellion, mostra una bambina che stringe in mano il logo della stessa organizzazione ecologista, con accanto la scritta «da questo momento finisce la disperazione e inizia la tattica».

Iain Bott, membro del gabinetto dell’autorità per lo sport, la cultura e la comunità ha affermato: «La nostra priorità è sempre stata assicurarci che quest’opera resti pubblica e che la gente possa goderne liberamente. Vogliamo che Westminster sia un posto vibrante ed elettrizzante, siamo fortunati ad avere nelle nostre strade così tante statue, opere d’arte e monumenti famosi. Questo pezzo, poi, è un’aggiunta più che benvenuta».
Banksy da tempo condivide la battaglia di Extinction Rebellion. E la condivide anche il cantante dei Massive Attack, Robert “3D” del Naja, che molti sostengono possa essere proprio Banksy. L’identità del painter, nonchè attivista politico e sociale, non è mai stata svelata, ma è quasi certo che sia nato a Bristol, in Inghilterra, dove all’alba degli anni Novanta apparvero i suoi primi graffiti. Dopo un’attenta valutazione di una serie di indizi, e dopo un’intervista alla radio rilasciata dal producer d’n’b Goldie, è stato ipotizzato che possa – appunto – trattarsi di Robert del Naja.
Ricordiamo che la scorsa settimana l’artista ha risposto a mezzo social riguardo alla questione del suo murale sulla Brexit cancellato a Dover.