Banksy
BANKSY - L'arte della ribellione

Banksy accusa Guess per uso non autorizzato dei suoi graffiti

Non è chiaro se l'azienda di moda avrebbe violato l'accordo che le garantirebbe l'uso delle opere

Lo street artist Banksy ha denunciato via Instagram Guess per uso non autorizzato dei suoi graffiti.

Il provocatorio post invita i “taccheggiatori” a recarsi nella sede di Regent Street dell’azienda di moda per rispondere a ciò che loro stessi hanno fatto non chiedendo il permesso all’artista per esporre una delle sue opere più famose in vetrina e vendere abiti con i suoi graffiti (i manichini indossano il noto coniglietto Thug for Life).

 

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Guess ha potuto realizzare la collezione con i graffiti di Banksy – acquistabile anche in Italia – grazie alla collaborazione con Brandalised, società che come si legge sul sito ufficiale, si occupa di assicurare i diritti dei graffitari e, nel contempo, garantire ai fan una riproduzione economica delle loro opere.

Brandalised avrebbe licenza di vendere le riproduzioni di Banksy, in teoria non ci sarebbe dunque una violazione dato l’accordo tra quest’ultima e il marchio Guess (che per ora non ha commentato l’accaduto).

All’inizio di questo mese , il direttore creativo di Guess, Paul Marciano, aveva lanciato la collezione affermando che “i graffiti di Bansky hanno avuto un’influenza fenomenale per tutta la cultura popolare”, e aggiungendo che «la capsule in collaborazione con Brandalised era il modo per l’azienda e il mondo della moda di mostrare la propria gratitudine».

Nel frattempo Banksy ha confermato di essere l’autore di sette murales in diverse località ucraine, tra cui la capitale Kiev.

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