Aspettando i Tuxedomoon #13-14: Enzo Gentile e Antonello Andreani

"Aspettando i Tuxedomoon" tredicesima e quattordicesima puntata con Enzo Gentile (giornalista) e Antonello Andreani (editore)

Continuano gli incontri con personaggi del mondo musicale e non, in attesa del triplo appuntamento live con i Tuxedomoon a Bologna, il 2, 3 e 4 aprile, all’interno dell’evento realizzato da Laminarie/DOM la Cupola del Pilastro, con il contributo del Comune di Bologna e in collaborazione con Materiali Sonori. SA è media partner ufficiale della manifestazione. Le testimonianze di questa puntata sono di Enzo Gentile (giornalista) e
Antonello Andreani (editore)

enzo-gentileEnzo Gentile (giornalista)
“Tuxedomoon, mon amour. Con i Tuxedomoon ci sono cresciuto, ed è come se non ci fossimo mai persi di vista. Li ho scoperti negli anni Settanta, appena scattata la loro storia, li ho pedinati e ascoltati il più possibile negli Ottanta, li ho studiati nei passi più a singhiozzo dei Novanta e li ho attesi al gran ritorno, quando nel nuovo secolo hanno ritrovato la strada maestra. Un rapporto senza soluzione di continuità, esteso anche alle esperienze soliste di Blaine, Steven e gli altri e sbocciato anche in alcune serate nei festival che ho organizzato. Ci sono dischi memorabili, tracce che sono fonte inesauribile di irrigazione per l’anima. Joeboy, No tears, Scream with a view, Seeding the Clouds, Loneliness, Jinx restano testimonianze formidabili di una storia che i Tuxedomoon hanno saputo illustrare tra suoni e immagini come pochi altri. Lunga vita, mes amis”.

Fabio-Koryu-Calabro-Antonello-AndreaniAntonello Andreani (editore)
“La foto che ti invio in allegato risale al 1983 e ritrae (giovani e “belli” ma quasi irriconoscibili rispetto ad oggi) me sulla destra, alle prese con la mitica tastiera sin ARP Quadra e Fabio Koryu Calabrò sulla sinistra. Eravamo ai tempi del Gruppo NAPALM nel pieno di una fase creativa certamente irripetibile per molteplici aspetti, il gruppo si era costituito nell’ambito veneziano fra pittori, musicisti, danzatori, poeti e scrittori, per la creazione e la rappresentazione di performance che utilizzavano e fondevano i vari linguaggi espressivi per arrivare a un coinvolgimento totale del pubblico in spazi non teatrali dall’Italia all’Austria, alla Germania. La folgorante scoperta dei Tuxedomoon nasce in quegli anni dall’incontro con la Homework Tape Production di Fabio Calabrò e Lorella Montanelli, piccolo studio di produzione multimediale situato a Venezia in Calle del Pistor, sono loro che mi hanno fatto conoscere la musica di Steven Brown e Blaine Leslie Reininger ma anche quella dei Residents e del gruppo di artisti che ruotavano intorno all’etichetta discografica Ralph Records. Erano i tempi in cui i vinili di Scream With A View e Half Mute mangiavano le puntine dei nostri giradischi e brani come Fifth Column, Nazca, le campane di James Whale e la fusione di testi e suoni elettronici di Nervous Guy accompagnavano le notti creative di noi giovani studenti di architettura alle prese con la ricerca e la sperimentazione. La musica dei Tuxedomoon ci ha accompagnato in quegli anni in esperienze indimenticabili che hanno segnato le scelte di ogni uno di noi fino ad oggi, l’incontro con Carolyn Carlson che si apprestava a produrre un ciclo di nuovi spettacoli proprio al Teatro La Fenice di Venezia, con il suo compagno e musicista René Aubry con i giovani danzatori allora inesperti scelti proprio dalla Carlson per le suo nuove produzioni fra cui Raffaella Giordano, Roberto Castello, Giorgio Rossi, Francesca Bertolli, Caterina Sagna, Roberto Cocconi e Michele Abbondanza da cui scaturì la fondamentale esperienza italiana dei Sosta Palmizi. Anni pieni di energia, di voglia di condividere esperienze diverse, di mettersi in gioco senza timori. Oggi fra le mie attività, un ruolo importante è ricoperto dall’essere editore con le Edizioni Ephemeria e la collana “i Libri dell’Icosaedro” diretta da Eugenia Casini Ropa e interamente dedicata alla diffusione della cultura della Danza contemporanea in Italia, se non avessi vissuto quegli anni, forse grazie anche alla musica dei Tuxedomoon e alle tante persone fantastiche che ho avuto la fortuna di incontrare, questo importante tassello nella mia vita di oggi non sarebbe sicuramente esistito”.

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