David Bowie, foto promozionali Station To Station / Alice Cooper foto di Jenny Risher (2021)

Alice Cooper ha speso belle parole su David Bowie (implicando un ruolo nel suo successo)

Alice Cooper va un po' a memoria ma qualche merito riguardo alla nascita e divulgazione della teatralità nel rock lo ha senz'altro

Alice Cooper – oltre a spendersi in prima persona in campagne pro-vax – sta promuovendo il suo nuovo album Detroit Stories all’interno del consueto giro di interviste. Tra queste ve n’è una particolarmente interessante concessa a Metal Hammer in cui lo shock rocker racconta delle performance che lo hanno stregato e cambiato la vita e, soprattutto, del ruolo che ha avuto nella carriera artistica di David Bowie (e in quella di Lou Reed).

Della frequentazione tra l’autore di Poison e il Duca Bianco, in particolare all’inizio della sua carriera, non era dato sapere e questo almeno fino ad ora. Cooper afferma che lui e Bowie avevano contatti frequenti e si complimentavano l’un l’altro. Menziona una conversazione particolare, una lunga discussione tra Bowie e Lou Reed a proposito della sua androgina stage persona. «Avevano compreso fosse un fake», rimarca, «avevano ragione, era uno spettacolo dark, un vaudeville che avevo creato recitandovi una parte sapendo inoltre come renderla spaventosa, sexy, rivoltante e divertente allo stesso tempo».

David veniva ai nostri show quando era ancora un mimo, si faceva chiamare Davy Jones. Ricordo che a uno dei nostri concerti in supporto a Welcome to My Nightmare [nel 1975 ndr.] si è portato dietro la sua band, gli Spiders From Mars, e mi ha detto “questo è quello che dovremmo fare”. Ma non l’ha mai fatto nel modo in cui lo facevo io
Alice Cooper

Cooper, attribuendosi qualche merito storico, si spinge oltre suggerendo che la sua teatralità unita al successo commerciale furono un’enorme influenza su Bowie, Reed e i Velvet Underground. «Potevi essere teatrale e avere successo», afferma, «io volevo che questa cosa diventasse un movimento artistico, ho creato Alice come un cattivo e Bowie ha fatto lo stesso con tutti i suoi personaggi, decidendo di volta in volta che personalità e caratteristiche avrebbero dovuto assumere», aggiunge con fierezza, «Non l’ho mai visto come qualcuno in competizione con me, anzi, l’ho incoraggiato».

Ai bowieani esperti il compito di scovare a quali Spiders From Mars Cooper si riferisca dato che Ziggy Stardust e i suoi Spiders from Mars terminano la loro esistenza nel fatidico 3 luglio del 1973 e due anni più tardi Bowie era già in fase soul avanzata…. Ma tornando a Cooper, riguardo agli show che gli hanno cambiato la vita il primo è stato quando ha visto Elvis Presley all’Ed Sullivan Show («non capivamo se era l’eroe o il cattivo …ma sapevo che ai miei genitori piaceva») mentre il secondo quando ha visto Beatles e Rolling Stones sempre alla tv («Wow che taglio di capelli, guarda quegli stivaletti e i completi! Queste canzoni sono le migliori che abbia mai sentito… …poi arrivarono gli Stones e la prima reazione fu dei miei, dicevano che potevano esser dei drogati, e la cosa mi piaceva. Li ho guardati e ho pensato: “semmai dovessi metter su una band, farò sembrare questi ragazzi un coro di voci bianche!”).

A proposito di Detroit Stories su SA trovate uno speciale dedicato per la rubrica geriatric power.

Tracklist
  • 1 Rock ‘n’ Roll
  • 2 Go Man Go (Album Version)
  • 3 Our Love Will Change The World
  • 4 Social Debris
  • 5 $1000 High Heel Shoes
  • 6 Hail Mary
  • 7 Detroit City 2021 (Album Version)
  • 8 Drunk And In Love
  • 9 Independence Dave
  • 10 I Hate You
  • 11 Wonderful World
  • 12 Sister Anne (Album Version)
  • 13 Hanging On By A Thread (Don’t Give Up)
  • 14 Shut Up And Rock
  • 15 East Side Story (Album Version)
Alice Cooper
Detroit Stories

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