Alan McGee, marzo 1997, foto di Jim Selby (Mirrorpix / Getty Images)

Alan McGee sul biopic sulla Creation Records di Welsh, gli Oasis e i ruggenti anni ’90

«Lo stile di vita rock'n'roll è una fottuta stronzata»

La vita di Alan McGee, leggendario fondatore di Creation Records, è il soggetto del biopic in uscita a marzo, The Creation Records Story: Riots, Raves and Running a Label, scritto da Danny Boyle e Irvine Welsh, e diretto da Nick Moran. Intervistato dall‘Independent, il produttore ha raccontato le sue impressioni sulla pellicola, come anche i ruggenti anni ’90, durante i quali ha portato al successo, tra gli altri, band come Oasis e Primal Scream.

Tra i tanti aneddoti spiccano quelli sulla droga e la vita da rockstar, che McGee definisce una vera stronzata («Se qualcuno è interessato a questo, lo compatisco, ad essere onesto. Ci sono un sacco di persone della mia età – tra i cinquanta e i sessanta – che continuano a farsi del male. È spaventoso»). Uno stile di vita devastante di cui paga ancora le conseguenze e a cui ha rinunciato all’età di 32 anni, ad eccezione del Valium, prescrittogli dopo un esaurimento nervoso nel 1994 e abbandonato solo qualche anno fa («li distribuivano come dei dolcetti»).

Abbiamo preso tutti troppe droghe e so che il mio comportamento era piuttosto folle. I Primal Scream erano fottutamene pazzi, sembravano realmente dei pazzi. Mi chiamavano peso piuma quando avevo smaltito la sbornia. È una cosa terribile
Alan McGee

Basato sull’omonima autobiografia del 2013, Creation Stories racconta la sua carriera, saltando da un ricco e famoso produttore intervistato da un giovane giornalista entusiasta a Los Angeles al punk ventenne che finì per fondare una delle etichette discografiche indipendenti di maggior successo di sempre. Il film contiene nondimeno un pesante livello di licenza artistica («50% vero, 50% fottute cazzate»), ma McGee dichiara di non esserne affatto infastidito, visto che Welsh è uno dei suoi eroi personali.

Ho capito molto presto che questa è solo la versione della mia vita vista dagli occhi di Irvine … Ma devi lasciare che Irvine Welsh sia Irvine Welsh, perché il ragazzo è un genio
Alan McGee

L’alterazione più evidente avviene proprio nel finale, in cui (spoiler) un McGee ormai adulto visita per la prima volta in vent’anni il suo violento padre, trovandolo seduto sul divano con tanto cuffie mentre canta una canzone degli Oasis («Non parlo con mio padre da 20 anni e Welsh mi ha messo nel lieto fine con lui … probabilmente nella realtà mi avrebbe picchiato con quel disco degli Oasis»).

Nato a East Kilbride nel 1960 e cresciuto in una difficile famiglia di Glasgow, aveva 19 anni quando saltò su un treno per Londra con il suo amico Andrew Innes, con il quale condivideva la passione per il punk rock. Nella City formarono i Laughing Apples, band durata il tempo di due anni e tre singoli (uno pubblicato dalla loro etichetta personale, la Essential Records). Quando il gruppo si sciolse nell’83, Mcgee lasciò il suo lavoro come ispettore dei biglietti presso la British Rail e fondò la Creation Records assieme a Dick Green e Joe Foster, mentre Innes si unì come chitarrista ai Primal Scream con il loro vecchio compagno di scuola Bobby Gillespie.

Nonostante si autodefinisca un fottuto “chancer”, ride della scena del biopic in cui si racconta che una volta arrivato nella capitale inglese scoprì gli Oasis, dichiarando che in realtà li conobbe casualmente nel 1993, mentre stava inseguendo una ragazza, Debbie Turner, cantante della band Sister Lovers, conosciuta al nightclub Hacienda di Manchester. Turner stava suonando il primo concerto al King Tut’s di Glasgow e lui pensò di presentarsi senza preavviso, cosa che quella stessa sera fece anche la band dei fratelli Gallagher, chiedendo di suonare pur senza essere previsti. McGee convinse i buttafuori a lasciarli esibire e dopo lo show li fece firmare per la Creation, che aveva ormai una reputazione di tutto rispetto e un roster di band affermate, tra cui Jesus and Mary Chain, Primal Scream e My Bloody Valentine. Ricordando il particolare momento, McGee racconta di come le case discografiche non fossero in quel periodo per nulla interessate al rock, quanto piuttosto alla ricerca di musica molto sofisticata artisticamente («E poi sono arrivato e ho firmato con questa band che è esplosa, e tutti hanno cominciato a cercare di mettere sotto contratto gruppi rock’n’roll»).

Anche se afferma di essere ancora in buoni rapporti con gli Oasis, ricorda che lo scorso anno Liam Gallagher ha minacciato di schiaffeggiarlo per una sua dichiarazione apparsa nel libro sul brit-pop di Daniel Rachel, Don’t Look Back in Anger, in cui sosteneva che il fatto che Damon Albarn andasse a letto con l’allora fidanzata del chitarrista avesse scatenato la famigerata faida tra le due band. Liam ha negato il tradimento e lo ha sbeffeggiato via Twitter.

Sostenitore da tempo di Tony Blair, McGee ha dichiarato che lo stato della politica nel Regno Unito era “terribile” già molto prima che il coronavirus gettasse il governo in un pandemonio ancora più grande.

Odio i Tory e in fondo sono laburista, ma al momento è difficile esserlo perché sono un partito molto inefficace. Il loro leader, Keir Starmer, è fottutamente inutile. Penso che l’ultima volta che sono stati davvero interessanti risalga al periodo del New Labour, in cui volevano realmente vincere. Ora vogliono solo essere ideologicamente corretti invece di arrivare al potere per dare voce alla classe lavoratrice
Alan McGee

McGee pensa che dovremmo uscire dalla pandemia prima di preoccuparci nuovamente del «fottuto disastro» della Brexit. Ora vive appartato, mettendo sotto contratto band che apprezza e pubblicandole con la sua nuova label, Creation 23. Pare che abbia volutamente preso le distanze dall’industria discografica mainstream e il film in effetti è il progetto di più alto profilo a cui abbia lavorato da molto tempo, ma crede nondimeno che sia essenzialmente pieno delle solite vecchie facce. Dice – ridendo – di ricevere ancora oggi molte presentazioni da manager e promotori che affermano di aver scoperto “i nuovi Oasis”.

Non clicco nemmeno sulla loro musica. Perché dovrei tornare a fare quelle cose?
Alan McGee

Nel frattempo Creation Story è stato presentato al Glasgow Film Festival lo scorso 24 febbraio, mentre arriverà su Sky Cinema dal 20 marzo.

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