Dopo il polverone alzato dalle Iene qui in Italia e la legge firmata in America dal sindaco di New York, Andrew Cuomo, la guerra al secondary ticketing ha una nuova protagonista, vittima inconsapevole: Adele. La cantante ha da poco annunciato che tra fine giugno e inizio luglio 2017 terrà quattro concerti al Wembley Stadium di Londra. Per il momento sono stati messi in vendita i biglietti per le date del 29 giugno e del 1 luglio, che in poco tempo hanno registrato il tutto esaurito sui canali ufficiali. Tuttavia, ancora prima di apparire sui circuiti autorizzati, gli ingressi erano già stati inseriti sui soliti siti di secondary ticketing, al prezzo stratosferico di 9.000 sterline.
Come riporta il Guardian, avendo la cantante sottoscritto una collaborazione con Songkick, una compagnia che consente ai fan di rivendersi i biglietti tra di loro, i biglietti disponibili sui siti di bagarinaggio si aggirano “solo” attorno ai 5.000, un numero di gran lunga inferiore rispetto alla maggior parte degli eventi più richiesti. Esattamente come accade da noi, infatti, sembra proprio che anche i promoter e gli organizzatori di concerti inglesi abbiano accordi in atto con Viagogo e simili. «Sono stato spesso contattato da uno dei quattro più famosi siti di rivendita secondaria, che mi chiedeva di dar loro qualche biglietto in cambio di una partecipazione nei profitti», ha dichiarato Ian McAndrew, capo della agenzia di management Wildlife Entertainment, che ha collaborato con artisti come Arctic Monkeys, Royal Blood e Travis. «Io ho rifiutato più volte la proposta, ma capisco che possa essere una forte tentazione per chi vuole massimizzare i profitti di un concerto».