Nelle stesse ore in cui viene diffusa la notizia della scomparsa di George A. Romero, Hollywood non fa in tempo a immergersi nel lutto del veterano e leggendario regista che improvvisamente è costretta a subire un’altra grande perdita: due notti fa a Los Angeles è morto Martin Landau, all’età di 89 anni. Classe 1928, nasce a New York e frequenta il prestigioso Actors Studio, dove fa la conoscenza – diventandone amico – di James Dean e di cui in seguito diventerà co-direttore artistico. Si fa notare fin da subito in ruoli da cattivo per il suo volto molto spigoloso, come in Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock; partecipa ai kolossal Cleopatra, al fianco di Elizabeth Taylor, e a La più grande storia mai raccontata. Nel 1970 lo troviamo nel film italiano Rosolino Paternò, soldato… di Nanni Loy, ma questo decennio lo vedrà impegnato principalmente nel settore televisivo, con il successo della serie fantascientifica Spazio 1999.
Negli anni Ottanta è impegnato nell’adattamento de L’isola del tesoro e, diretto da Francis Ford Coppola, in Tucker – Un uomo e il suo sogno. Dopo una lunga carriera, saranno gli anni Novanta a consacrarlo definitivamente con l’Oscar al miglior attore non protagonista per Ed Wood, di Tim Burton, nel quale interpreta un Bela Lugosi ormai in declino, tossicodipendente e prossimo alla morte. Verrà diretto altre due volte da Burton, ne Il mistero di Sleepy Hollow (breve apparizione) e nel film d’animazione in stop-motion Frankenweenie nel quale doppia un personaggio dalle fattezze alla Vincent Price. Il suo ultimo lavoro risale al 2015 con Remember di Atom Egoyan, al fianco di Christopher Plummer e Bruno Ganz. Di seguito un clip estratto da una delle sue migliori interpretazioni, quella del 1989 in Crimini e misfatti di Woody Allen.