Nel 2024, poco prima della scomparsa di Phil Lesh, assieme a Bill Kreutzmann e Mickey Hart, Bobby Weir aveva preso in considerazione l’idea di riunirsi per celebrare il 60° anniversario dei Grateful Dead. Le prove erano iniziate e il progetto avrebbe dovuto concretizzarsi l’anno scorso, ma la morte di Lesh lo aveva interrotto.
Ora, ad andarsene è proprio Weir, un’altra colonna portante della band. Il musicista, cantante, chitarrista e co-fondatore del gruppo, è morto all’età di 78 anni. La famiglia ha diffuso la notizia sui social, spiegando che Weir si è spento a causa di complicazioni polmonari dopo una lunga battaglia contro il cancro.
«Bob si è spento serenamente, circondato dalle persone a lui più care», leggiamo nel comunicato condiviso dalla famiglia che lo descrive come «Un uomo che vagava e sognava, senza mai preoccuparsi se la strada lo avrebbe portato a casa».
La diagnosi risaliva allo scorso luglio, ma Weir non si era dato per vinto presentandosi poco dopo sul palco della sua città natale per celebrare i 60 anni di musica al Golden Gate Park, in tre serate definite «emozionanti, piene di anima e piene di luce, non addii ma doni, un altro atto di resilienza».
L’inizio della leggenda
La storia dei Grateful Dead nasce da un incontro tanto casuale quanto decisivo. Era la notte di Capodanno del 1963 quando un allora adolescente Bob Weir, seguì il suono di un banjo proveniente da un negozio di strumenti musicali a Palo Alto, in California. All’interno trovò Jerry Garcia, allora musicista folk della Bay Area, che stava suonando mentre aspettava l’arrivo dei suoi studenti.
I due passarono la notte a suonare insieme — una lunga jam improvvisata che li legò immediatamente e li convinse a fare musica come progetto comune. Da quell’intesa primordiale nacque un primo gruppo, i Mother McCree’s Uptown Jug Champions, che divenne presto i Warlocks e, infine, nel 1965 si trasformò nei Grateful Dead, con l’aggiunta di Phil Lesh, Ron “Pigpen” McKernan e Bill Kreutzmann. Quel sodalizio creativo e musicale avrebbe plasmato gran parte della cultura del rock psichedelico e della scena musicale americana nei decenni successivi.