5 canzoni ispirate alla New York post 11 settembre 2001

Ricorre oggi l'anniversario dell'attentato alle Torri gemelle. Abbiamo scelto 5 canzoni ispirate alla tragedia

Ricorre oggi l’anniversario dei tragici attentati di New York. Un evento, quello accaduto l’11 settembre del 2001, che, per il carattere straordinario e per la sua devastante portata, ha segnato l’inizio del millennio in cui viviamo condizionandone scelte politiche, sociali ed economiche. E per quanto di minore importanza possa sembrare, anche il mondo dell’arte, e segnatamente della musica rock, ne è stato condizionato, con band e artisti tra i più vari che hanno sentito l’urgenza di scrivere canzoni – in alcuni casi più ispirate, in altri meno – legate alla tragedia delle Torri Gemelle o alla stessa città di New York che tra orgoglio, speranza e paura, porta ancora oggi i segni di quell’avvenimento.

Di brani sull’11 settembre ce ne sono stati tantissimi in questi ultimi anni, e dopo la rassegna di 10 brani scelti per un precedente anniversario, ve ne proponiamo cinque, ognuno accompagnato da un breve commento, senza ovviamente la pretesa che si tratti dei pezzi “definitivi” nè per forza i migliori.

Bruce Springsteen – The Rising

Come non partire dal Boss, non newyorchese di nascita ma del vicino New Jersey. Pubblicata nell’omonimo album del 2002, The Rising fa parte di quelle canzoni entrate di diritto nel novero degli inni moderni d’America, quell’America piegata ma non spezzata dagli aerei killer di Bin Laden. Brano tra i più struggenti di Springsteen, forse il suo ultimo vero capolavoro.

R.E.M. – Leaving New York

I R.E.M. non li rimpiangeremo mai abbastanza. Ancor di più per questa splendida canzone contenuta nel sottovalutatissimo album del 2004 Around The Sun. Lacrime ad ogni ascolto, brano meraviglioso di una band che nel pieno del proprio terzo decennio di attività aveva ancora tantissimo da dire. «It’s easier to leave than to be left behind». Quant’è vero, accidenti!

U2 – City Of Blinding Lights

Sì è vero, non è una canzone strettamente sull’11 settembre ma è nata lì, a New York, poco più di un mese dopo l’attentato. Gli U2 furono tra i primi (ottobre 2001) gruppi rock di fama mondiale a esibirsi nella Grande Mela dopo la tragedia, e a Bono l’ispirazione per il pezzo venne durante un concerto, guardando la gente delle prime file nel parterre del Madison Square Garden. Le “blinding lights” erano le luci di scena riflesse negli occhi lucidi delle persone che piangevano. Furono tre serate intense, commoventi, dolcissime. Il bassista Adam Clayton dichiarò che per loro suonare a New York in quel preciso momento fu come quando avevano suonato a Sarajevo subito dopo la guerra.

Pearl Jam – I Am Mine

Questa canzone parla dell’11 settembre e della reazione americana, in mezzo a questo falso patriottismo, «quello che si scatena quando vai dal benzinaio a fare il pieno e ti compri la bandierina da 89 cents da appendere all’antenna senza pensare che la tua macchina consuma un litro di benzina ogni quattro chilometri e che la bandierina è di plastica e, guarda un po’, è stata fabbricata in Cina» (Eddie Vedder), c’è bisogno di ribadire che ognuno appartiene solo a se stesso, e l’unica cosa in cui possiamo credere è la nostra testa.

Interpol – NYC

Per ultimo – ma mai come in questo caso «last but not least» – il gruppo newyorchese capitanato da Paul Banks, che si fa interprete del sentire collettivo, del mood dei suoi concittadini, pur senza mai citare espressamente l’attentato alle Torri. NYC è un elegia impregnata di newyorchesità fino al midollo, nè più nè meno del disco che la contiene, quel Turn On The Bright Lights che arriva quasi un anno dopo la tragedia. Un salto indietro alla New York dei Settanta, agli anni d’oro del CBGB e dello Studio 54. Come dire che per tornare a essere felici bisogna guardare al passato.

Tracklist

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