Il nuovo album di Dente, il settimo in carriera e dal titolo omonimo, uscirà il 28 febbraio 2020, giorno del 44° compleanno di Giuseppe Peveri. Di seguito la nota stampa con cui è stato accompagnato l’annuncio.
«È il mio primo disco omonimo, si chiama semplicemente “Dente”ed esce il giorno del mio compleanno. Per la prima volta ho voluto mettere la mia faccia in copertina e per la prima volta non c’è la chitarra acustica, che fino ad oggi mi ha sempre accompagnato, sia durante la scrittura delle canzoni, sia sul palco. Infatti ho scritto la maggior parte delle canzoni al pianoforte – e anche questa è una novità. È un disco molto diverso dai precedenti ed è quello che ha avuto la gestazione più lunga, queste canzoni sono passate sotto le mani, le orecchie e i giudizi di tanta gente prima di vedere la luce. Sono felice che sia successo perché sentivo il bisogno di fare entrare nuove persone e nuove idee in quello che faccio. Dopo aver chiuso il decennio di carriera con un disco altamente autoreferenziale (Canzoni Per Metà,2016), sentivo il bisogno di fare un passo che da solo non sarei riuscito a fare. Proprio perché questo disco è diverso, sotto vari aspetti, dai più tangibili ai meno ovvi, rispetto a quello che ho fatto in precedenza, ho voluto che ci fosse un forte senso di identità (il nome del disco e la faccia in copertina) come se fosse un nuovo capitolo, differente ma molto riconoscibile, paradossalmente anche più di prima. Scrivere queste canzoni mi ha aiutato a tirare fuori parti di me e a volte anche a scoprirne di nuove. Sono 11 brani che parlano in prima persona di debolezze e di paure, degli anni che passano e che ti cambiano e dell’amore che non smette mai di stupire, del passato e di come lo ricordiamo, e del futuro che possiamo solo immaginare.»
Nella nostra pagina dedicata trovate anche il videoclip di Adieu, singolo che precede l’uscita dell’album insieme a Anche se non voglio e Cose dell’altro mondo. L’ultimo album di inediti di Dente era Canzoni per metà del 2016, di cui trovate la recensione a cura di Ilaria Nacci.
