Libro
Mary Guibert e David Browne – Jeff Buckley, la sua vera voce
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sentireascoltare
- 27 Ottobre 2021
Pubblicato il 26 ottobre 2021, Jeff Buckley. La sua vera voce (titolo originale: Jeff Buckley: His Own Voice: The Official Journals, Objects, and Ephemera) è un nuovo volume di quattrocento pagine dedicato al compianto songwriter. A curarlo troviamo la madre Mary Guibert e il giornalista David Browne già autore, vent’anni fa, di Dream Brother: The Lives and Music of Jeff and Tim Buckley, una biografia doppia dedicata a entrambi i Buckley, Tim padre e Jeff figlio (ma anche di tante altre pubblicazioni – vedi le biografie su Crosby Stills, Nash & Young e Grateful Dead).
Il libro raccogliere sei diari tra quelli reperibili e in buono stato del cantante scomparso prematuramente nel 1997. Anche perché, come leggiamo nelle note condivise dello stesso Browne, molti dei taccuini che Buckley custodiva mancano all’appello. Alcuni di loro sono stati bruciati dallo stesso autore in un purgatorio rito di cancellazione del proprio passato, altri sono stati rubati, altri ancora risultano danneggiati dalle infiltrazioni di un tubo rotto sopra il suo appartamento dell’East Village.
Jeff Buckley, come molti di coloro che purtroppo non sono sopravvissuti fino all’alba del ventunesimo secolo, teneva un diario. Nell’ultimo decennio della sua vita prendeva qualsiasi foglio avesse a portata di mano (di solito uno di quei quaderni con la spirale che usavamo tutti alle superiori, anche se a volte si accontentava di pezzi di carta strappati) e lo usava per riesaminare i pensieri e rafforzare i ricordi. Per Jeff i diari erano la tribuna in cui argomentava le direzioni musicali ed emotive da prendere e rispecchiavano il suo stato d’animo del momento: calmo e pensoso (calligrafia precisa e leggibile) o stressato (caratteri nervosi e più grandi del solito). Documentava continuamente la sua vita in modo apparentemente schivo, ma senza mai perdere di vista la propria storia.
David Browne, dall’introduzione del libro
Negli ultimi due anni, il giornalista ha condiviso stralci dei diari sui social network ufficiali di Buckley. In un post del settembre 2019 documenta le prime stesure del brano Lover, You Should’ve Come Over... evidenziando le difficoltà di scrittura del giovane autore nella prima fase della sua carriera. In un altro, sempre dello stesso periodo, c’è il tentativo di stendere la propria autobiografia, un compito affidatogli in occasione del concerto tributo al padre a cui partecipò nell’aprile del 1991 (Greetings from Tim Buckley, Brooklyn). Un testo completamente inedito, specifica Browne.
Nel frattempo è ancora in fase di pre-produzione Everybody Here Wants You, l’unica «drammatizzazione della vita di Jeff Buckley possibile», parole della stessa Guibert, che l’ha fortemente voluta e portata avanti in questi anni. E sempre a proposito di trasposizioni cinematografiche della vita del songwriter, nel 2012 Penn Badgley (Gossip Girl, You) lo aveva impersonato in Grace: Greetings From Tim Buckley, lungometraggio che ripercorreva proprio il periodo precedente l’esibizione del sopracitato concerto tributo del 1991.
Su SA trovate la recensione della versione originale del libro di Matteo Tonolli, un’introduzione alla vita di Buckley scritta da Stefano Solventi e l’articolo Il fantasma, i palcoscenici. Jeff Buckley. La sua vera voce è in vendita su Amazon al costo di 33 euro circa.