Film
Danny e Michael Philippou
Talk to Me
-
Carmen Palma
- 12 Ottobre 2023
Possessioni, adolescenza, smartphone: sono i tre ingredienti fondamentali di Talk to Me, opera prima come registi e sceneggiatori degli youtuber Danny e Michael Philippou.
Un horror, questo, che si può vantare già del titolo di film distribuito dalla A24 con il più alto incasso di sempre (fino ad ora), ma che soprattutto si impone sulla scena come primo vero horror della Generazione Z. Non solo perché un brano della sua colonna sonora è diventato virale su TikTok (il remix di Richard Carter de La Foule di Edith Piaf), ma soprattutto perché è un racconto che ha come unico sguardo quello dei più giovani, che fa dei trend del social un importante veicolo di trama e in cui la tecnologia attuale si impone sulla scena fin dal primo momento.
Tutto inizia da una festa: Mia (Sophia Wilde) accetta di fare da cavia per una seduta spiritica organizzata da un amico, entrato da tempo in possesso dalla mano mummificata di un potente medium. Mia esegue il rito che le viene indicato: stringe la mano e pronuncia le frasi “parla con me” e “ti lascio entrare”. Viene dunque posseduta da uno spirito che controlla completamente il suo corpo per un minuto e mezzo, finché il resto del gruppo non interrompe il contatto fra la ragazza e la mano. L’esperienza viene filmata per essere postata sui social network e diverte molto il gruppo, inclusa Mia. Quello che accade dopo, come è facile immaginare, non è niente di buono.
Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2022, Talk to Me ha ricevuto ottime critiche ed è stato un successo al box office.
I fratelli Philippou, classe 1992, hanno iniziato la loro carriere su YouTube dove, sul canale RackaRacka, pubblicavano cortometraggi di genere commedia dell’orrore. Il primo grande salto al cinema fu nel 2014, quando il duo partecipò alla produzione di Babadook. Talk to Me, va detto, è molto più affine all’opera prima di Jennifer Kent che allo spirito horror di casa A24, più interessata ai riti, all’introspezione e a un immaginario visivo particolare. Anzi, si potrebbe dire che sembra un qualsiasi film uscito dalla Blumhouse Productions (Paranormal Activity, Ouija, Insidious) per il gusto dell’azione, degli jump scare, per la regia senza manierismi ma girato con mestiere, per tutti quei dettagli che rendono la pellicola il classico horror popolare da gustare in sala.
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