Film

Scott Beck, Bryan Woods

Heretic

27 Febbraio 2025 Stati Uniti horror thriller

Heretic, al di là della sua impostazione rigorosa e classica che omaggia a più riprese il genere di riferimento, si rivela pian piano un’interessante riflessione su diversi temi salienti e ricchi di significato, ancora oggi. Dal concetto di “iterazione rituale” legato alla narrazione culturale (costruendo un parallelo interessante col mondo del pop) a quello di “controllo” dove invece sono le religioni a possedere il ruolo di demiurgo.

Il film, co-sceneggiato e diretto da Scott Beck e Bryan Woods, segue la Sorella Barnes di Sophie Thatcher e la Sorella Paxton di Chloe East all’interno della casa del signor Reed (Hugh Grant), dove sono state inviate per un consulto religioso volte alla conversione di quest’ultimo. Purtroppo, le due malcapitate finiscono in una trappola. Le due missionarie dovranno prendere le decisioni giuste, anche basandosi sulla propria confessione religiosa, se vogliono avere qualche speranza di sopravvivere.

Heretic è uscito nelle sale italiane il 27 febbraio 2025 dopo essere stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival nel settembre 2024.

Il commento

Il primo motivo che spingerà l’appassionato o il semplice fruitore occasionale a recarsi nelle sale per la visione di Heretic è senza dubbio la presenza nel cast di Hugh Grant. Il volto rassicurante e conciliante, ma spesso sbruffone conosciuto nelle commedie romantiche Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Love Actually, About a Boy, ha ceduto il passo negli ultimi anni a ruoli decisamente più stravaganti se non del tutto negativi, a cominciare dalla miriade di personaggi non proprio bonari in Cloud Atlas.

Heretic segna la prima incursione dell’attore nel genere horror tout court, dove nell’arco dei 150 minuti di durata si ritaglia un ruolo affascinante e inquietante a un tempo, capace di ammaliare con i suoi discorsi e inchiodarti alla poltrona, complice anche il ritmo di una pellicola attenta ai diversi atti narrativi e forte di una sceneggiatura solida che forse scricchiola leggermente solo nella sua parte conclusiva. Abilissimi a dosare un set ristretto e ad allargarlo a proprio piacimento sfruttando le nozioni di spazio cinematografico al meglio delle sue potenzialità, Scott Beck e Bryan Woods, già co-autori dell’apprezzato A Quiet Place, si fanno così perdonare l’imbarazzante passo falso di 65 – Fuga dalla Terra.

Come in ogni horror che si rispetti, quelli che inizialmente sembrano personaggi sostanzialmente bidimensionali e al servizio della storia, si rivelano ben presto molto ben strutturati: il signor Reed prima, seguito da Sorella Barnes per poi passare alla final girl designata, Sorella Paxton, tutti acquisiscono lungo la strada quella profondità necessaria a non far esaurire una bella idea nel solito bagno di sangue. Beck e Woods si divertono quindi a giocare con i topoi del genere, offrendo al contempo parecchi spunti di riflessione sull’arte stessa e su come questa trovi sempre il modo di veicolare la stessa storia ma in chiavi e toni diversi (bellissimo il segmento in cui il sig. Reed spiega il concetto di iterazione attraverso le varianti del Monopoly e le inconsapevoli cover musicali); d’altronde, come scriveva Christopher Booker nel suo saggio, esistono solo sette trame fondamentali da raccontare, no?

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