NODE Festival 2021
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sentireascoltare
- 6 Novembre 2021
Il 18 novembre, e in seguito dal 7 al 10 dicembre, torna, a Modena, NODE Festival, evento che dopo un lungo periodo di assenza per ritrovare essenza e finalità, giunge quest’anno alla decima edizione.
Il programma è stato pensato come una summa di quanto fin qui costruito, un lavoro che l’organizzazione definisce come un «piccolo ma variegato microcosmo sintetico», proprio come quello realizzato dall’artista Natália Trejbalová, autrice dall’artwork, nel quale anche gli elementi sonori che compongono il programma acquistano fisicità, sospesi come in un fluido primordiale, in attesa di esplodere in una moltitudine di linguaggi, codici e forme.
In line-up troviamo Robert Henke (9 dicembre), già ospite dell’edizione del 2016, questa volta alle prese con una performance audiovisiva che si avvale di cinque Commodore CBM 8032 tra variazioni di rumori e onde sinusoidali digitali. Piano e organo a canne sono stati invece protagonisti del set del sound artist giapponese FujiIIIIIIIIIIIta che, assieme a Amosphère, ha inaugurato il programma lo scorso 30 ottobre alla Chiesa di San Bartolomeo di Modena.
Tra gli altri ospiti: Asuna con le sue “100 keyboards” (18 novembre) e Maria W Horn con Dies Irae, una pièce per quartetto vocale femminile ed elettronica (10 dicembre), oltre alla coppia formata dal musicista elettroacustico François J. Bonnet (in arte Kassel Jaeger) e il leader dei Sunn O))) Stephen O’Malley (7 dicembre).
Torna inoltre, dopo la sua presenza a NODE nel 2010 e 2014, Ryoichi Kurokawa, artista di Osaka, ma residente a Berlino, che descrive i suoi lavori come sculture “time-based”, ovvero un’arte fondata sullo scorrimento temporale, dove suono e immagine si uniscono in modo indivisibile; Quayola, invece, presenta, assieme a SETA, Transient – Impermanent Paintings, un duetto di pianoforti motorizzati e proiezioni video, che combina elementi umani e tecnologici mediante un sistema di algoritmi generativi non convenzionali. A seguire, sempre l’8 dicembre, kistvaen, la performance “primordiale” di Roly Porter e MFO con la voce di Mary-Anne Roberts. Il termine celtico che dà il nome al progetto richiama un particolare tipo di tombe ipogee diffuse in epoca pre-cristiana nella contea del Devon.
Si chiude il 10 dicembre nella Chiesa di San Bartolomeo con Dies Irae, una pièce per quartetto vocale femminile ed elettronica della compositrice svedese Maria W Horn. Dies Irae trae la sua ispirazione da una composizione poetica in lingua latina risalente al XIII secolo ed attribuita a Tommaso da Celano. È una visione del giorno del giudizio, fra salvezza divina e fiamme eterne, che si apre con un coro e si conclude con un’improvvisazione per calici armonizzati, voce ed elettronica.
NODE 2021 è una produzione Lemniscata e fuse* realizzata grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione di Modena. Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale.
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