Black And White
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Marco M. Boscolo
- 17 Dicembre 2010
Forget, l’esordio di Twin Shadow, aka George Lewis Jr., dominicano, ma giunto a Brooklyn via Florida, è stata una piccola sorpresa del 2010. Etichetta importante per un sound immerso negli Ottanta di Morissey e compagnia, ma capace di guardare alle radici più profonde del decennio precedente, al confine tra musica black e rock bianco. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui, mentre sta portando le sue canzoni nei locali americani e registrando versioni speciali per i vari blogger che contano.
George Lewis Jr. sembra voler dare contro alla critica che lo ha messo tra gli innamorati di ritorno degli anni Ottanta e dei suoi suoni sintetici. Sarà stata l’appartenenza all’etichetta britannica a guidare i critici musicali di mezzo mondo o è una tendenza inconscia dello stesso musicista? Difficili dirlo. Di sicuro Forget suona come un tentativo di proiettare più luci dei Settanta negli Ottanta di quanto normalmente non si voglia o tenda a fare.
E se al pensiero, forse davvero peregrino, che una versione acustica (come mostra una versione “naked di Slow rintracciabile sul sito) dei di Forget sembrerebbe portare da altre parti rispetto a quanto si può sentire nel disco, George Lewis Jr. risponde piccato che “si tratta degli stessi brani, dicono le stesse cose” e chiude definitivamente l’argomento.
Il lato soul del disco e l’amore per la musica black (“una delle cose più divine che esistano sulla terra“) tinge di scuro e di Detroit il sound 4AD in grana grossa (vedi il video di Castle in the Snow) di telefilm come Starsky And Hutch e CHIPs, a bordo di Ford Gran Torino, Porsche 924 (1976), Chevy Corvette 454 (1971).
Dietro a Forget c’è un’anima almeno in parte da crooner, da innamorato della musica degli endless seventies, quelli dei jeans a zampa, dai Ray Ban a goccia, del rock della tradizione, della Motor City, Donna Summer e Bee Gees. Nel mondo di Twin Shadow c’è un clash tra black e white, tra due immaginari più che ambiti musicali, che pensiamo più separati di quanto non siano stati davvero. O che forse oggi, a distanza di decenni possiamo riscrivere come meglio crediamo.
