Simon Raymonde
Simon Raymonde

Dai Cocteau al sogno lunare di Snowbird

Simon Raymonde, dei tre Cocteau Twins, era quello silenzioso che si teneva in disparte. Quello che nelle foto stava sempre dietro, più defilato. Robin era il chitarrista vulcanico, pieno di idee, la battuta pronta e lo sguardo torvo in macchina; Liz era Liz, la divinità eterea, l’ugola al di là delle nuvole. Eppure Simon era la solidità che dava sostanza alle idee oniriche del gruppo. Quando Will Eggie lasciò la band, Robin e Liz andarono alla ricerca di un bassista che avesse al tempo stesso un tocco leggero, ma profondo. Simon arrivò quando la formazione era in procinto di concepire Treasure. Il sound così liquido e gotico dei primi dischi subì istintivamente una sterzata verso un suono più rock e dreamy, e da qui la prima hit storica della band Pearly-Dewdrops’ Drops, che segna la fine del primo periodo e l’inizio del secondo, quello di dischi storici come Victorialand, Love’s Easy Tears e Blue Bell Knoll. Poi la fine della band e tutto quello che ne è conseguito. Con Elizabeth Frazer sempre più solitaria, fatta eccezione per alcune collaborazioni sparse – non ultima quella con i Massive Attack – e Robin Guthrie sempre impegnatissimo con i suoi dischi solisti e il progetto Violet Indiana.

Simon era quello discreto e tale è rimasto anche dopo. Pochissime le apparizioni e le notizie sul suo conto, fatta eccezione per Bella Union, la label che all’inizio doveva essere dedicata alla stampa del loro nuovo materiale solista e poi è pian piano diventata etichetta discografica a tutti gli effetti. Ora, l’inizio del 2014, segna il ritorno del Simon Raymonde musicista, con il progetto Snowbird e il disco di debutto, Moon, un episodio dalle solidissime venature Cocteau e con una vocalist d’eccezione come Stephanie Dosen cui tocca l’ingrato compito di non far rimpiangere l’ugola celestiale di Liz. Raggiunto per quattro chiacchere sul nuovo album e, ovviamente, sui Cocteau Twins, Simon si rivela la persona affabile e disponibile che lascia timidamente trapelare.

Simon Raymonde

Ultimamente hai detto che i Cocteau Twins non erano mai stati intesi come la tua ultima band. Come mai hai aspettato tutti questi anni per concentrarti su un progetto nuovo come questo?

Non volevo fare qualcosa di cui non fossi contento al 100% e non mi è piaciuta l’esperienza di fare un album solista; aggiungi che non ho mai trovato musicisti che mi piacessero e che non fossero GIA’ in altre band! Va poi detto che sono stato molto impegnato nella conduzione della label! Credo di non essere molto bravo nel multi-tasking!

Come hai incontrato Stephanie Dosen e come avete capito che potevate fare musica insieme?

Avevo sentito il suo materiale solista, l’avevo scritturata per Bella Union e lei mi aveva poi chiesto di aiutarla a produrre l’album (A Lily For The Spectre). Durante la registrazione siamo poi diventati una coppia e lei si è trasferita dagli USA per vivere con me. Durante questi anni, non avevamo mai parlato di fare musica insieme, fino a quando lei non è stata costretta a rientrare negli Stati Uniti perché il suo visto di soggiorno era scaduto. Dopo che è andata via, ho scritto alcuni sketches al piano e glieli ho spediti via e-mail, uno per notte, per una paio di settimane. Quando ha sentito i brani per la prima volta, è voluta ritornare a suonare con Garageband, registrare un disco e cantare la prima cosa che gli venisse in testa. Questo, più o meno, è stato il modo con cui abbiamo creato la base delle tracce. Tutte le sue melodie sono state poi totalmente spontanee.

Snowbird è un progetto che inevitabilmente richiama i Cocteau Twins, ma cerca in qualche modo di trovare nuove strade per esprimersi, specialemente con il piano. Mi puoi dire qualcosa a proposito degli ospiti del disco, su come hanno lavorato e cosa hanno portato di personale nel sound?

Posso suonare un po’ di tutto, ma niente in modo spettacolare, e ho pensato che sarebbe stato bello lavorare con alcuni amici che sono molto meglio di me. Il tipo di amici con cui ti ritrovi a dire: “Hey, se mai farai un disco, mi piacerebbe suonarci”. Fortunatamente hanno accettato. Mandavo loro una traccia che mi sembrava facesse al caso nostro e dopo pochi giorni la ricevevo indietro con un sacco di nuovo materiale incredibile sopra. Non ho chiesto niente in particolare perché SAPEVO che loro avrebbero aggiunto la cosa perfetta. Un bel po’ del materiale aggiunto è andato ad arricchire il tessuto del suono, come nel caso di Ed dei Radiohead e Paul dei Lanterns; Eric e Jonathan Wilson hanno portato complessità dove era necessario; Phil e Mckenzie sono due dei migliori batteristi al mondo; io suono la batteria in un modo terribile ma con loro mi sono sentito sicuro perché sono dei veri esperti. Will Vaughan degli Stairs To Korea ha aggiunto alcuni flauti, arpe ed altro materiale assortito. Da solo non avrei potuto aggiungere tutti questi piccoli dettagli e dare così colore alle tracce.

Parlami un po’ del titolo, così semplice e al tempo stesso così mitico, Luna. Hai detto che “ogni piccola traccia di musica è stata scritta di notte, in condizioni di semi-oscurità, così che lo spazio perdeva i suoi confini e non sembrava più di essere nella tua stanza”. Sembra il modo migliore di descrivere il dream pop come musica. Gli Snowbird sono una dream pop band? Ti piace questo termine?

Non posso dire se mi piaccia o meno il termine “dream pop”. E lì, indipendentemente che ci piaccia o no. E’ di sicuro migliore di molte altre descrizioni a cui posso pensare. Durante il giorno lavoravo alla label, poi tornavo a casa, portavo il cane a passeggiare, mi cucinavo la cena, dopo di che si era ormai fatto buio e potevo sedermi tranquillamente nel mio salotto, con il mio piano, il mio laptop, il mio Garageband in registrazione (niente microfoni o altro fancy…); potevo suonare il piano per un paio di ore, fino a quando non avessi ottenuto qualcosa di relativamente decedente, per poi registrarlo e spedirlo a Stephanie. C’era una finestra aperta sul tetto nella mia stanza e la luce della luna era la mia “mood lighting”! Stephanie ha registrato tutte le parti vocali (quando è poi tornata qui in UK per fare le registrazioni del disco) nello studio che si trova di fronte a casa mia; lei poteva lavorare da mezzanotte fino alle 4 -5 del mattino. Fortunatamente, l’ingegnere del suono è stato anch’egli un gufo da notte e dopo che le registrazioni sono terminate, abbiamo in qualche modo sentito che la luna era stata un’influenza diretta sulla qualità del disco.

I Cocteau Twins, nel corso della loro discografia, hanno stabilito nuovi standard di eccellenza nell’effettistica per chitarra e nel modo in cui hanno usato lo studio e le tecniche di registrazione. In questi termini, come è evoluto il tuo sound nel corso degli anni e qual è la differenza tra quello che fanno gli Snowbird ora e dischi come Heaven or Las Vefas e Milk and Kisses?

Credo che le comparazioni siano un modo per i giornalisti di cucire sulle persone alcune immagini di riferimento su come una nuova band o un nuovo disco possano suonare, ma mi pare che non sia un esercizio salutare. Non potrei mai paragonare questo LP a quelli che hai citato. Con i Cocteau Twins avevamo un grande studio di registrazione e centinaia di effetti, chitarre e strumenti, e abbiamo molti anni nel creare quei dischi, con budget adeguati. Per questo disco ho registrato le mie parti in 2-3 giorni e missato tutto in una piccola stanza in Hackney sotto a un pub! Comunque, mi piace pensare che da un punto di vista sonoro funzioni e che faccia emozionare le persone. Non penso che il luogo in cui registri un disco e la strumentazione che usi siano rilevanti, per il risultato finale.

Paragonato al tuo partner nei Cocteau Twins, Robin Guthrie, sei sempre stato molto più defilato. Hai sentito i suoi dischi solisti e i suoi progetti musicali come Violet Indiana? Cosa ne pensi e che relazione hai con lui oggi?

No, non ho sentito il suo materiale solista, da quando si è allontanato dalla label. Ovviamente ho sentito i Violet Indiana e i suoi lavori solisti precedenti, perché li abbiamo distribuiti. Robin è un musicista di grande talento, che ha dedicato gli ultimi quindici anni, da quando la band si è sciolta, a forgiare il suo percorso, la sua musica concepita nei suoi termini, attraverso la sua label. Questo è qualcosa per cui non possiamo non ammirarlo e rispettarlo.

snowbird

Stephanie Dosen è stata vocalist dei Massive Attack nel loro tour europeo nel 2008, prendendo un po’ il posto di Liz Frazer. La stessa cosa sembra accadere ora; infatti nella press release del disco dici: “Stephanie è stata la prima cantante con cui ho lavorato, da quando ho smesso con Elizabeth, con cui ho sentito di avere una reale empatia musicale”. Secondo la tua opinione, quali sono le differenze tra di loro, sia come persone, che come cantanti?

Non credo di aver mai incontrato due persone identiche, sia come esseri umani che come musicisti. Per questo la domanda è su un argomento su cui è impossibile rispondere, nel modo in cui probabilmente tu vuoi che io ti risponda. Quello che posso dirti è che sono stato in studio con centinaia di cantanti nel corso degli ultimi trenta anni e più di musica, e solo due persone mi hanno fatto piangere mentre le registravo. Ovviamente queste persone sono le due persone di cui stiamo discutendo qui. Le loro personalità per altro, mi colpiscono entrambe. Il loro non è un talento che è stato APPRESO, ma un dono che c’è DENTRO. Stephanie è nei suoi trenta anni ed Elizabeth ha passato la cinquantina, come me. Stephanie è la PRIMA a dire che Elizabeth è una delle sue cantanti preferite e che comprava i dischi dei Cocteau Twins quando era al college; bisognerebbe essere sciocchi per non vedere che ci sono similarità tra di loro. Gli Snowbird, tuttavia, non sono un modo per ricreare la band che non ho più, ma più semplicemente un lavorare con qualcuno di cui amo la voce e con cui è divertente interagire.

Per me è impossibile non chiederti qualche dettaglio circa la cancellazione della reunion dei Cocteau Twins al Coachella 2005. Le notizie di quei giorni dicevano che era stato tutto a causa di Elizabeth Frazer e dei suoi rapporti ambivalenti con la band. Che rapporti hai con lei? Una reunion dei Cocteau Twins rimane ancora oggi fantascienza, science-fiction?

Solo fiction e fantasy, potrei dire. Non sono sicuro che sia coinvolta molta scienza. Io amo Elizabeth. Lei è una persona straordinaria e una delle voci più originali che avremo mai la fortuna di ascoltare. Io sono stato ancora più fortunato perché ho avuto l’opportunità di lavorare con lei per quindici anni! Robin vive in Francia e non è coinvolto in Bella Union, così non abbiamo molti contatti. Ma ovviamente la musica dei Cocteau Twins è ancora li fuori, da qualche parte nel mondo, in ogni momento, e ogni tanto dobbiamo discutere a proposito di una canzone in un film o di una compilation; di solito risolviamo tutto rapidamente. Una reunion sarebbe qualcosa di diverso: tutti noi siamo andati avanti e non sentiamo il bisogno di ritornare a qualcosa che chiaramente non sarebbe senza-dolore. A volte è meglio lasciare le cose da sole.

Cosa mi puoi dire di Bella Union? Credo che fosse stata originalmente creata come una label personale per pubblicare materiale d’archivio dei Cocteau Twins e i vostri progetti solisti. Poi il catalogo si è allargato ad includere Dirty Three, Midlake, Beach House, ecc.. Come mandi avanti la tua label? Quanto tempo le dedichi e come stanno andando le cose ora che il supporto fisico sembra svanire a vantaggio di soluzioni di streaming come Spotify e Soundcloud?

Non è propriamente corretto. Non è nata per il materiale d’archivio; era una label pensata per pubblicare i nostri nuovi lavori e ogni pubblicazione solista volessimo includere. Ma non funzionò, perché la band si separò. Scritturammo i Dirty Three e partimmo così. Robin decise, una volta che la band non c’era più, che mandare avanti un’etichetta non era per lui, così si trasferì in Francia per continuare con la sua carriera solista separato da Bella Union. Io rimasi a mandare avanti tutto, cercando band che mi piacessero e vedendo dove la cosa mi avrebbe portato. Sedici anni dopo sono ancora qui. Abbiamo ancora i Dirty Three, ma ora anche Flaming Lips, Fleet Foxes, The Walkmen, Beach House, Ballet School, I Break Horses, Xiu Xiu, PINS, Lanterns on The Lake, Veronica Falls, ecc.. Il che mi tiene molto occupato e molto felice. Noi facciamo edizioni in vinile per tutte le nostre band e non trovo che le vendite siano calate. Vendiamo più vinili che mai! Non puoi combattere l’evoluzione e la diffusione di cose come Spotify, dal momento che è chiaramente un modello che il mercato nel suo insieme ha deciso di supportare. Non so dire se sia un bene o un male, staremo a vedere. Se un giorno smetteremo di fare vinili, smetterò anche di mandare avanti una label.

La copertina di Moon è stata creata da Vaughan Oliver. Il riferimento a 4AD è intenzionale? E’ un modo per chiamare a raccolta i nostalgici (alzo la mano!) o è semplicemente una collaborazione tra artisti che si conoscono e si rispettano?

Non c’è un riferimento diretto a 4AD. Quell’etichetta è grande, ma Vaughan ha fatto altre copertine per un bel po’ di altre label e recentemente ha lavorato con noi per una band svedere, I BREAK HORSES, e io amo il suo lavoro. Lui ha amato la musica di Snowbird fin dall’inizio e si è offerto di farci la copertina. Essendo entrambi, Stephanie ed io, suoi fan e sentendo che non ci sarebbe mai capitata un’occasione migliore, abbiamo accettato la sua offerta. E sono contentissimo di averlo fatto, il suo design per Moon è eccezionale.

Andrete in tour con Snowbird? Come avete pianificato il live show? Verrete in ItaIia?

Nessun tour. Non riesco a vedere cosa possa accadere, veramente. Noi due non stiamo più insieme, e anche se siamo rimasti grandi amici, viviamo in due paesi diversi e nessuno dei due sente che ci sia molta domanda in giro per un duo che suona musica calma e contemplativa nei bar e nei club in giro per il mondo. Mai dire mai, e se qualcuno ci offrisse un buon cachet per andare a suonare, potremmo considerare la cosa, ma non è mai stato nei piani! E’ già stato difficile trovare il tempo per finire l’album. L’Italia si dovrà consolare con i dischi.

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