Thomas Cailley e Andrea Laszlo De Simone
Thomas Cailley e Andrea Laszlo De Simone al Biografilm Festival 2024

Nel più profondo regno animale. L’intervista ad Andrea Laszlo De Simone e Thomas Cailley

Se c’è un’artista italiano capace di coniugare la fama all’estero con la timida riservatezza tipica di chi mette la qualità artistica al primo posto, quello è Andrea Laszlo De Simone. Le sue uscite discografiche, è risaputo, sono centellinate: due album – lo sperimentale Ecce Homo (2012) e l’acclamato Uomo Donna (2017), uscito per 42 Records – l’EP Immensità (2019) e solamente tre singoli dallo scoppio dalla pandemia ad oggi. L’ultimo tassello che, per adesso, si è aggiunto al catalogo curato con meticolosità dall’artista è la colonna sonora commissionata dal regista d’oltralpe Thomas Cailley per il suo secondo film Le Régne Animal.

Il rapporto con l’audiovisivo, d’altronde, è sempre stato parte integrante del progetto: basti pensare, ad esempio, che i brani della suite Immensità sono stati accompagnati da un mediometraggio e che il musicista si era già cimentato nella composizione per Promises di Amanda Sthers. La bontà del lavoro svolto per il film, una distopia tra La mosca, E.T. e Il labirinto del fauno in cui gli esseri umani si trasformano in animali, è stata riconosciuta dalla giuria dei César, che lo scorso ventitré febbraio ha deciso di assegnare ad Andrea il premio alla miglior colonna sonora originale. Per capire a pieno la rilevanza dell’evento, è importante ricordare che è stata la prima volta in cui un italiano è stato insignito di tale riconoscimento.

Poco prima dell’anteprima del film all’interno della ventesima edizione del Biografilm di Bologna siamo riusciti, con grande emozione, ad intervistare il compositore e il regista. Come raccontato da Thomas Cailley durante la ristretta tavola rotonda del pomeriggio, il regista è entrato a contatto con la musica del compositore torinese nel 2019, sviluppando con essa un forte legame emotivo in fase di scrittura della sceneggiatura durante l’isolamento pandemico. Nonostante non comprendesse il significato del testo della suite Immensità (per lui il miglior disco del 2020), che in realtà racconta del rapporto tra Andrea e i suoi figli, le quattro canzoni che compongono l’EP sembravano parlargli e connetterlo con “un mondo più vasto”.

Ad averlo fatto innamorare dello stile tra cantautorato e sperimentazione dell’artista, inoltre, è il valore “organico” della sua musica, dato che De Simone suona tutti gli strumenti analogici da solo. Dettaglio, questo, che si sposa alla perfezione con l’estetica del film, che predilige effetti speciali artigianali, come gli animatronic, piuttosto che ricorrere all’utilizzo massiccio di green screen come in molte produzioni americane ad alto budget.

Cambiando prospettiva, Andrea ricorda di essere stato contattato dal regista in un momento in cui stava pensando di fermarsi con la musica per dedicarsi alla sua famiglia. Dopo aver letto la sceneggiatura, che parla di temi quali il rapporto padre-figlio, l’accettazione della diversità e la trasformazione dei corpi, il musicista si è reso conto che non poteva farsi sfuggire l’occasione. Entrambi, ci racconta, condividono la stessa maniacalità per il proprio lavoro (“il tempo è sempre nemico”) e, nonostante parlino lingue diverse, sono riusciti a instaurare un dialogo dal quale è scaturita subito un’intesa grazie all’universalità della musica, dato che anche Cailley suona. Andrea ha approcciato quindi il progetto con una propria idea narrativa, concependo le musiche per Thomas, ancora prima che per il film, e armonizzando in secondo luogo la sua visione con quella, chiarissima, del regista.

Nonostante il sound de Le Régne Animal rinnovi la sua palette sonora con inedite sfumature tribali, il musicista afferma che non c’è stata una sperimentazione lucida con l’obiettivo di approdare ad un risultato differente dal solito. Ad ispirare le melodie delle sue composizioni solitamente sono suoni di sottofondo che provengono dal panorama urbano, come il rumore del traffico, o della pioggia che batte sull’asfalto, mentre in questo progetto ha avuto modo di esplorare maggiormente l’immaginario naturale (col quale, però, non ha un rapporto speciale). Non è un caso, infatti, che nei dieci brani della OST siano presenti numerosi field recording, un altro elemento che concorre ad accrescere la qualità “organica” delle composizioni.

Interrogato prima di salutarci su eventuali progetti futuri, il compositore sottolinea la sua necessità di fare cose diverse tra loro e che si dedica alla musica quotidianamente, anche se pubblica poco dato che è una scelta complessa che influenza tutta la sua famiglia. “Non so cosa sarà domani, so che sto facendo adesso”, ci rivela. Nel frattempo, in attesa di scoprire quale sarà il prossimo passo per uno degli artisti italiani più invidiati all’estero, non resta che lasciarsi trasportare verso mondi utopici dalle dieci composizioni ideate per Le Régne Animal, in uscita il tredici giugno nei cinema italiani grazie a I Wonder Pictures.

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