After love, the party
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Gianni Avella
- 27 Dicembre 2009
Matias Aguayo è stato metà e voce dei Closer Musik, ovvero una delle cose più belle capitate alla techno degli anni zero. Ora è un uomo diverso, un figliuol prodigo che alla club culture preferisce il candore ritmico delle proprie terre. Rispetto agli esordi, l’ultimo Ay Ay Ay è spiazzante: caldo, passionale e sensuale da un personaggio prodigo, da sempre, di calura, passione, sensualità. Nulla di nuovo tranne l’origine del ritmo dettato dalla voce che oggi sale prepotentemente in superficie, nei solchi di un lavoro che suona come dei Talking Heads primitivi passati al funk dopo l’apprendistato clubbistico.
Sette gli anni intercorsi tra l’opera prima dei Closer Musik, After Love, e il suddetto Ay Ay Ay. Nel mezzo, tante cose. Una tragedia, anzitutto. Nel 2004, una nota discoteca di Buenos Aires va in fiamme stimando 175 vittime. Da quel momento, con le leggi fattesi più severe in materia di club, Aguayo, insieme a tanti compari armati di Ghetto Blaster, si inventa i Bumbumbox Party: gente che balla, divertimento a iosa. Feste a cielo aperto per le strade di Buenos Aires, Santiago del Cile, Medellin, Sao Paulo, Rio de Janeiro, Asunciòn, Montevideo. “Senza rendermene conto mi ritrovai una folla enorme che ballava”, dice entusiasta il cileno. E continua: “L’affluenza ai party era sempre più massiccia, grazie al passaparola e agli aggiornamenti, sovente nottetempo, via My Space. Alle ritmiche disco si incrociavano danze popolari come la Cumbia colombiana”.
Ora ci si spiega perché Ay Ay Ay suoni d’un fastoso peculiare, almeno per lui. Groovy, sì, sempre, ma nulla di più distante dalle precedenti esperienze. Le tangenze, semmai, vanno cercate in Minimal, singolo del 2008, dei Liquid Liquid in veste latina dove Aguayo sciorina il noto cantato un po’ indolente e assai seducente. La voce dunque è il motore di Ay Ay Ay, non solo nella melodia ma anche nel ritmo, scandito dal beatboxing. Registrato tra Buenos Aires, Santiago del Cile e Parigi con Vicente Sanfuentes (Original Hamster) e missato a Berlino da Marcus Rossknecht (parther del Nostro nel progetto Broke), il lavoro sciorina funk d’ogni dove (dal Sudamerica, naturalmente, come dall’Africa) alla maniera di busker invasati. Un disco radioso e coraggioso come questo merita le nostre danze. Un Bumbumbox Party a cielo aperto.
