Crumb
Crumb, foto di Third Pupil (2021)

Senza meta: intervista ai Crumb

Ice Melt, il secondo LP dei Crumb, è uscito da poche settimane ed è già uno dei papabili album dell’anno: essenziale, crepuscolare, un viaggio sonoro ammaliante che conferma lo status di band di culto dei newyorchesi. E proprio di viaggi – nel subconscio, in macchina senza una meta tra i viali di L.A. – ci parla Lila Ramani, leader della band.

Come sta reagendo il pubblico ora che Ice Melt è uscito?

Siamo molto contenti che sia uscito! Le persone hanno detto cose molto carine a riguardo. Speriamo di poter suonare queste nuove canzoni dal vivo entro il prossimo autunno/inverno. Un giorno ci piacerebbe venire in Italia a suonare per voi.

Parlando di concerti, qual è stato il vostro ultimo come band, e l’ultimo a cui hai assistito da spettatrice?

Il nostro ultimo show prima della pandemia è stato a Londra. Un nostro amico ha costruito una splendida scultura di luce (sic) per il palco. L’energia di quello show era grandiosa. L’ultimo concerto a cui ho assistito è stato lo scorso febbraio in un locale di Los Angeles, lo Zebulon. Ho visto questo cantautore brasiliano, Sessa, è stato un concerto molto intimo e bello.

Nel vostro primo album, Jinx, c’era una canzone chiamata Ghostride, che raccontava bene lo stato d’animo che molte persone hanno provato durante il lockdown: noia, stanchezza, la sensazione di essere “costretti” in un spazio molto piccolo. Tu cos’hai fatto per mantenere la tua salute mentale intatta durante un periodo così difficile?

Avere una macchina mi ha tenuta sana. Ho guidato senza meta per tutta LA, spesso sono uscita fuori città per delle camminate nel verde. Ho anche visto un sacco di pessime serie TV tipo Jersey Shore.

Com’è stato il vostro viaggio verso L.A. per le lavorazioni del disco, e che sensazioni ti evoca la città?

Amo moltissimo L.A. Il quartiere in cui vivo adesso mi ricorda un sacco quello di Brooklyn in cui sono cresciuta negli anni ’90. Ho scritto la canzone L.A. appena sono arrivata qua, e l’ho fatto con in testa questa fantasia del luogo perfetto in cui vivere. Adesso ho vissuto molte più esperienze qua, quindi posso guardare oltre quell’impressione superficiale.

Quando avete debuttato con i primi EP il vostro sound era molto espansivo e votato alle jam, mentre adesso è più secco, essenziale. Come avete ottenuto questa sintesi sonora, e com’è stato lavorare con John Rado (dei Foxygen), dato che lui è noto per le sue produzioni ricche di orchestrazioni à la Broadway?

Rado ha portato un’atmosfera divertente alle sedute di registrazione. Siamo stati capaci di aprire ulteriormente il nostro suono e sperimentare con un sacco di strumenti in dotazione agli studi in cui abbiamo lavorato. Ad esempio, non potevamo ospitare in studio i musicisti necessari per registrare gli archi, così abbiamo lavorato in remoto con la nostra amica Maeve, che da Chicago registrava le parti e ce le inviava per processarle e inserirle nelle tracce.

Nei vostri artwork c’è sempre una componente materica: in Jinx dominava un blocco di resina, in quest’ultimo il riferimento è sì testuale (il ghiaccio che si scioglie), ma la cover mostra una superficie lucida e oscura

Si! Proviamo decisamente a trattare la parte visiva al pari della parte musicale della nostra proposta. La cover di Jinx è l’immagine di un pezzettino di ambra che ho trovato su internet. Il riferimento è puramente estetico, ma in realtà ci sono molte connessioni e significati che è possibile ottenere dall’accostamento tra l’ambra e l’insetto in essa intrappolato. La cover di Ice Melt è vagamente ispirata al concetto dei semi di fragola che appare nei miei testi, e da quello spunto il nostro amico Abraham El Makawy ha costruito la scultura di una fragola nera, l’ha sommersa in acqua e l’ha fotografata. Credo che significato ed estetica vadano a braccetto con le nostre copertine.

Ho anche notato dei riferimenti cromatici, più testuali: Black and Red, ti sei ispirata a Stendhal?

No, non ho mai sentito parlare di questo autore! Ma approfondirò di sicuro. Ho scritto quella canzone su come quei colori mi stessero inseguendo, entrando lentamente nella mia coscienza.

Ci sono altre forme di media che ispirano l’universo-Crumb?

Mia madre è una pittrice e credo che la sua arte abbia influito su di me più di quanto io pensi. Mi ispirano molto le opere che si svolgono a New York, cose tipo Un Uomo da Marciapiede. Per il mondo visivo di Ice Melt, Eraserhead è stata una delle reference principali. Il cartoon anni ’90 Ren and Stimpy ha invece ispirato il video di Trophy.

Hai qualcosa da dire ai nostri lettori?

Prendete le cose giorno per giorno. Sbarazzatevi di tutte le energie tossiche. Non abbiate paura di ricominciare da capo. Amate più di ogni altra cosa.

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