Giorno e notte, Sole e Luna
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francesca
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Antonello Comunale
- 1 Luglio 2008
Nel 1997 Mehdi Ameziane va ancora all’Università di Parigi, alternandosi tra musica, cinema e comics. Incontra Solange Gularte, ragazza con una formazione accademico/classica e una passione per gli artwork e il design. Trasferitisi nel piccolo centro di Vitrè, cominciano a suonare insieme creando dal nulla i Natural Snow Buildings, ennesima variazione sul tema della coppia musicale. Questa volta però, la collisione e il contrasto tra maschile e femminile, tra chitarra e voce, tra asprezza e liricità, genera la più ardita delle creature, pregna di una liricità tutta europea e una grandeur irrimediabilmente transalpina. Il suono dei due è al tempo stesso cinematico ed epico, romantico e apocalittico, terrestre ed etereo. Si dimostrano subito prolifici come pochi, mettondo subito su nastro due cassette e un primo disco, Ghost Folks, per la piccola etichetta francese Hihah, ma il concetto di marketing e pubblicità che i due nutrono è quanto meno primitivo se non del tutto assente. Tutto è fatto con la sola forza delle proprie mani, il che vuol dire rinverdire ancora una volta il concetto mai appassito del Do It Yourself ma portandolo un po’ più vicino all’autarchia bella e buona.
Mehdi e Solange cominciano così quasi inevitabilmente ad alimentare sotterraneamente il culto che si deve ai segreti più nascosti ed enigmatici. Da qui le tirature ai limiti dell’esistenza (15, 30 copie). Il passo cruciale però lo fanno nel 2006 con la pubblicazione di un doppio cdr intitolato The Dance Of The Moon And The Sun in appena 30 copie, con artwork complesso e ricercatissimo ad opera di Solange, almeno secondo quanto ne dicono i fortunati 30 esseri umani in possesso di una copia originale. Dove non arrivano le tirature, arriva la Rete e il passaparola. Una versione in download, certamente avallata dalla band, viene fatta circolare su blog e siti specializzati in folk e musica di ricerca. L’opera inizia una seconda vita virtuale, che porta visibilità al duo francese, al punto che mentre scriviamo siamo in attesa di una ristampa in edizione di 6 cd ad opera congiunta di Digitalis e Students Of Decay. Il passaparola è presto giustificato. The Dance… è uno dei migliori lavori nel suo genere (fortunosamente ascrivibile al folk psichedelico…). Diviso in due cd, intitolati Moon e Sun l’opera è avventurosa e instancabile per tutta la sua durata.
A rendere unico il suono dei Natural Snow Buildings è questa inspiegabile e misteriosa attrazione degli opposti. Questa matrimonio alchemico di archetipi millenari che si abbracciano in una unione perfetta. Come a voler ribadire la sostanza primaria del progetto i due inaugurano di li a breve i rispettivi progetti solisti. Twinsistermoon è il nome de plume di Mehdi. Il risultato è un folk dalle tinte britanniche, molto raccolto e avvertito che spesso lascia la porta aperta alle incursioni liriche di Solange e ad un’estasi krauta psichedelica leggermente meno magniloquente di quella del gruppo madre. Due i dischi al momento per Twinsistermoon: When Stars Glide Through Solid e Levels And Crossings entrambi pubblicati autonomamente in poche copie, ma con l’aggiunta di una ristampa del secondo, uscita quest’anno per Digitalis. Solange di contro si immedesima nelle etniche e oniriche ordalie di Isengrind. Un terreno del tutto autonomo dove è libera di sperimentare tanto sul canto quando sulla piattaforma di suoni e evanescenze esotiche che ne fanno da tappeto. L’unico lavoro per lei è il bellissimo Golestan, in odore di ristampa su Digitalis fino ad un paio di settimane fa, prima di essere cancellato per dissapori tra la band e l’etichetta. Ma ormai è questione dei giorni nostri.
Il 2008 è certamente l’anno più prolifico e mediatico dei due. Arruolati da Digitalis e Students Of Decay danno in pochi mesi alle stampe un cdr e due cassette (Laurie Bird, Slayer Of The King Of Hell e The Wheel Of Sharp Daggers) che giocano su un terreno improvvisato di drones e liquefazioni oniriche, che è tra i risultati più entusiasmanti del genere. Ma il risultato più alto lo raggiungono con il doppio magniloquente disco pubblicato da Students Of Decay: The Snowbringer Cult. Questo doppio lavoro rappresenta forse la mossa più lucidamente visionaria che si sia compiuta di recente in ambito drone folk. A partire dallo sciamanismo occidentale di Isengrind, cartina al tornasole di viandanze freakedeliche, che richiamano Hala Strana, passando per i Grails (To Ride With Halle, Skull Ornaments) fino ad arrivare all’ armonica glaciale di His Winterbed, dove gli Stars Of The Lid sono una porta dimensionale per peregrinazioni cosmiche tra deserti e minareti. Piccoli raga annegati in una pioggia di synth e cordofoni (Wooden False Face) e affreschi onirici da “Mille E Una Notte” (Anima Sola) chiudono il primo capitolo. Twinsistermoon non si discosta di molto dalle tracce precedenti, ma se da una parte ne accentua i toni, rincarando percussioni e coralità, dall’altra ritaglia le vesti al folk classico di Vashti Bunyan (The Spears Of The Wolfe). E la dicotomia percorre l’intera opera, con variazioni in un verso (le voci inghiottite nella psichedelia sporca di Order Of Dreamt) e nell’altro (Spells, Water Barrier), con occasionali virate ambient (la reverie di bordoni vagamente irlandesi di Bones Memories) volte a disgregare in un vortice rallentato le nostalgie revivalistiche. Il secondo disco celebra in un solo corpo la liturgia cupa e spacey di cui sopra, riunendo le forze ancora una volta sotto l’egida Natural Snow Buildings, raggiungendo l’apice nel rito sacrificale della title track. Flashback di guerre puniche e pandemoni vengono sciorinati in una coltre allucinata non dissimile da quella dei Flying Saucer Attack. A tratti si rischia la prolissità, anche per la presenza di molte tracce dalla durata maggiore di dieci minuti, ma per un lavoro ambizioso e avvertito (nell’accezione free e antierudita del termine), qual’è The Snowbringer Cult, il difetto è trascurabile.
