Cosa succede se Aphex suona live un tuo pezzo pubblicato su Soundcloud?
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Alessandro Pogliani
- 30 Agosto 2017
Il 10 agosto 2017, durante il Flow Festival di Helsinki (il nostro live report è disponibile qui), verso la fine del suo bellissimo ibrido live/DJ set, l’ultimo della sua tournée 2017, Aphex Twin ha suonato come di consueto tanti pezzi di non facile individuazione. La setlist comparsa in rete ha segnalato una serie di interessanti spunti meritevoli di approfondimento: per ragioni non solo campanilistiche abbiamo contattato Xoop, l’autore di Prep Murder 8, traccia utilizzata da AFX verso la fine del set, in vista dell’apocalittico “hendrixmerzbowiano” finale.
Xoop, hai pubblicato Prep Murder 8 nel giugno 2016 su Soundcloud e Bandcamp. Più di anno dopo, eccola nella setlist di Aphex. Raccontaci la tua versione dei fatti: qual è stata la tua reazione?
Era il 14 agosto, fino a quel momento una giornata di merda. Verifico l’account di Bandcamp e ci trovo più acquisti effettuati in quel giorno che in un mese intero… Controllo su Soundcloud e noto che si erano accumulati un sacco di follower. A quel punto leggo un messaggio di un tipo che mi faceva i complimenti e gli auguri visto che Aphex Twin ad Helsinki aveva suonato una mia traccia… Sono andato a controllare la tracklist del concerto aspettandomi una grossa presa per il culo, e invece era vero! A quel punto ho chiamato tutti i numeri nella rubrica del mio telefono chiedendo aiuto perché mi stava venendo una crisi di panico…
Per il momento l’unico riferimento biografico pubblico che ti riguarda, al di là del tuo alias Xoop, è un laconico “Italy” nella tua pagina Bandcamp. Cosa ci vuoi/puoi dire di te? Chi sei? Dove vivi? Età? Cosa fai nella vita, oltre a fare musica?
Ho 28 anni, sono dislessico (il mio motto di vita è “lo era anche Einstein“), pratico meditazione trascendentale due volte al giorno, attualmente vivo a Foggia mantenendomi nel campo della ristorazione, di tanto in tanto creo cartoni animati in flash (che non ho mai pubblicato) e faccio montaggi video sotto il nome di BugDream TV.
L’influenza di Aphex Twin nelle tue produzioni è innegabile. Nella descrizione su Bandcamp (aphexiana pure quella: vedi la press release di Syro!), oltre a Richard D. James citi Satie, Cage, Xenakis, Stortpkrautzen (ah ah!) e Brian Emo (ah ah ah!)… Da dove vengono questi riferimenti?
Credo che nella musica elettronica sia molto difficile avere una propria cifra stilistica. Le cose più importanti sono il metodo e l’approccio adottato con gli strumenti. Ciò che fa di me un aphexiano sta proprio in questi due elementi. Aphex è un grande sperimentatore ma a quanto pare anche un bravo musicista. Io ascoltavo R.E.M, Pixies, Violent Femmes, Neutral Milk Hotel, ma mi entusiasmavo anche con roba sperimentale come appunto Cage, Satie, Stockhausen, Nurse With Wound, LaMonte Young, Maurizio Bianchi. Aphex, e a seguire tutta l’IDM, l’ho scoperto approfondendo le ricerche sul pianoforte preparato: è così che ho scoperto Drukqs. E’ stata un’illuminazione: il sodalizio perfetto tra melodia e sperimentazione.
Le mie linee melodiche sono molto vicine a pezzi pop perché ho passato la mia adolescenza a suonare pezzi alla chitarra cantati e suonati, molto orecchiabili: avrò accumulato una cinquantina di cassette con la mia musica. In parallelo facevo esperimenti attaccando gli effetti che usavo per la chitarra a vecchie radio a basse frequenze, buttando tutto dentro una vecchia versione di Soundforge. Da lì sono cominciate le mie prime immersioni nel vasto mondo della sintesi del suono, finché non ho ascoltato Aphex che mi ha fatto capire di poter unire le due cose; composizioni melodiche e sperimentazione elettronica senza dover necessariamente mettere su una band tipo Radiohead.
Uno dei tag che hai scelto per definire le tue produzioni è “aleatoric music”. Cosa e quanto c’è di casuale nei tuoi lavori?
Tutto e niente. Il mio metodo di composizione è molto intuitivo. Per esempio in prep murder 8 ho assegnato ad ogni strumento tre diversi canali: uno con il suo suono naturale, un altro dove le “aperture vocali” del basso fanno partire campioni corrispondenti di voci, maschili o femminili a seconda del timbro del synth, filtrate da un vocoder, sul terzo c’è un delay leggerissimo, quasi impercettibile, con parametri diversi per ogni strumento. Se provo a bypassare questi esperimenti la traccia sembra dare risultati molto diversi a livello di suono e percezione. E’ tutto molto ambiziosamente architettato, ma quasi sempre una porzione di strumento è programmato per essere generativo, tant’è che al momento dell’esportazione della traccia ogni esportazione potrebbe suonare in maniera diversa dall’ultimo ascolto. Così attendo un determinato allineamento dei pianeti per scegliere il momento in cui esportare la traccia!
Tu eri tra il pubblico del live di Aphex di Roma al Capodanno 2011…
Si, “fisicamente” ero li. Uscito dal Palazzo dei Congressi ero completamente sballato e sono rimasto praticamente sordo per sei ore…
“I hate 85% of the IDM scene”. Ci fai qualche esempio dal 15% dell’elettronica recente che non odi?
Luke Vibert, ad esempio, è un cazzo di genio: riesci ad ascoltare sulle sue piste l’odore di erba che ha lasciato sui suoi strumenti! Per me è il massimo esponente di quello che intendo per musica elettronica espressiva; nelle sue tracce ci sono delle storie. Drum ‘n’ Bass for Papa e Big Soup sono a mio avviso tra i più grandi dischi di elettronica mai creati, insieme a Music Has The Right To Children e Geogaddi dei Boards of Canapa (sic!). Dei fratelli Jerkinson preferisco Cheephax Acid Crew a Squarepusher, poi c’è Wisp che è un elegante e abile compositore e i nostri intramontabili D’Arcangelo. E ovviamente Aphex. Ultimamente ci sono artisti come EOD/Dunal e Trackermatte/Rolando Simmons che fanno dei pezzi davvero belli, alcuni sono davvero sorprendenti ed originali come questo.
Quali sono le macchine e/0 i software più importanti della tua strumentazione?
Principalmente Reason. E’ un software unico: gli strumenti sono completamente modulabili e fra di loro puoi farci una vera e propria orgia di connessioni, così puoi dare sfogo a tutta la tua creatività. E’ da lì che nasce la tecnica delle “macchine preparate”. In realtà Reason non è stato progettato principalmente per questo, e quando lo si usa in questo modo può risultare un po’ scomodo e frustrante, ma studiandolo a fondo e con molto impegno può dare grandi soddisfazioni. Conosco anche le basi di Max MSP, Reaktor, Plogue Bidule, con cui sono riuscito a creare qualcosa grazie all’illuminante Musica Elettronica e Sound Design di Cipriani e Giri. Mi piace sperimentare con VST assurdi trovati in rete. Una volta, suonando con Impulse Tracker su un vecchio computer con Windows 98, ho scoperto che è possibile tirare fuori suoni pazzeschi caricando dei file di testo. Non ho trovato nulla su internet che parli di questo.
Allora, un album in vista? Te lo produci e lo distribuisci da solo via Bandcamp?
Sì, presto ci sarà un album, al momento mi sto sbattendo con il mixaggio mentre una mia amica sta finendo di disegnare la copertina. Si tratta più che altro di una raccolta di pezzi riciclati e rielaborati che sto collezionando dal 2007 e che finora non avevo mai finalizzato e pubblicato; ci ho lavorato molto su nell’ultimo periodo, e alla fine sembra ne stia uscendo qualcosa di buono. Sono in contatto con un po’ di label indipendenti straniere: dovrò sceglierne una, anche perché sono troppo pigro per pubblicizzarmi da solo.
“My music has a pop soul as Krautfwerk arpeggiated articulately as Philip Grass with some disintegrating fart of Basinski”. Fossi il tuo avvocato non avrei altro da aggiungere. E se tu ti dovessi difendere da solo?
Direi che i tedeschi ci chiamano sempre “pizza e mandolino”, quindi noi abbiamo il diritto di utilizzare la parola krauti in nostra difesa!
