I 10 album Hip-Hop più attesi del 2023
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Marco Guidoni
- 14 Febbraio 2023
25 dicembre 2020, una data qualunque per la maggior parte delle persone, eppure quel giorno è cambiato il rap ed è iniziata l’era musicale in cui ci troviamo tuttora. Mentre tutto il mondo festeggiava la vigilia di Natale, milioni di fan facevano il conto alla rovescia aspettando che finalmente uscisse un album: Whole Lotta Red di Playboi Carti. 15 minuti dopo la mezzanotte su Twitter si è scatenato il caos più totale. L’opinione generale era che il disco fosse il flop più grande di tutti i tempi, un album terribile che non era lontanamente ciò che la gente si immaginava di sentire.
Carti aveva aspettato 2 anni e mezzo per pubblicare un album mixato male e registrato in fretta e furia, deludendo i suoi fan, che per tutto quel tempo l’avevano aspettato. La cosa che infastidiva di più era la scarsa presenza di Pi’erre Bourne, il suo storico produttore, che era stato sostituito da F1lthy, uno dei membri meno conosciuti di Working On Dying. Questo cambio ha completamente stravolto il sound dell’album, le angeliche basi cloud di Pi’erre hanno lasciato il posto a sintetizzatori e 808 distorti al massimo, e la baby voice di Carti è inaspettatamente diventata più grave e aggressiva.
Passato qualche mese, dopo le prime performance del disco live, il cambiamento radicale d’opinioni; dopo un anno di pandemia, il rapper di Atlanta aveva creato l’album perfetto per scatenarsi, perdere il controllo e lasciarsi andare tra la folla, ciò che gli era mancato a causa del covid. Proprio da questo nascerà “rage”, il sottogenere rap scaturito da Whole Lotta Red, che nel 2021 risusciterà la scena SoundCloud, morta insieme ad XXXTentacion il 18 giugno 2018. Artisti come Yeat, SoFaygo, Autumn!, Summrs, KanKan e SSGKobe cavalcheranno con successo l’onda del rage, ottenendo tutti contratti con delle major e co-sign di artisti come Drake, Travis Scott, Trippie Redd, Young Thug, Gunna e Lil Uzi Vert. Lo stesso Playboi Carti aveva fondato nel 2019 una casa discografica chiamata Opium, e i primi due artisti, Ken Carson e Destroy Lonely, fanno anch’essi parte di questa lista di nuovi talenti. Il 2021 sembrava il 2016, c’era una freschezza nella musica che non si sentiva da molto, ma non c’era tempo per fermarsi perché per tutti il 2022 significava solo una cosa: pubblicare l’album di debutto. Yeat fece uscire 2 Alivë e Lyfë, diventando uno degli artisti più ascoltati al mondo; SoFaygo, dopo aver firmato con la label di Travis Scott Cactus Jack, pubblicò Pink Heartz; Ken Carson fece uscire il suo primo album X (con Playboi Carti produttore esecutivo) e Destroy Lonely No Stylist.
Nel 2023 ci aspettiamo la fine del rage, che è ormai diventato ripetitivo, e la consacrazione degli artisti che abbiamo menzionato nel rap mainstream. Quest’anno si giocherà infatti su questo aspetto: i mostri sacri che ritorneranno con un album saranno in grado di tenere testa alle nuove leve? Le nuove leve sapranno invece reinventare il loro sound? Noi non vediamo l’ora di scoprirlo e nell’attesa abbiamo stilato una lista dei 10 album più attesi che dovrebbero uscire quest’anno.

1. Playboi Carti – Music (Opium/Interscope)
Al primo posto troviamo senza ombra di dubbio Music di Playboi Carti, di cui per ora non sappiamo molto. Come abbiamo detto, l’ultimo album di Carti Whole Lotta Red, uscito nel 2020, è già considerato uno dei più influenti degli ultimi anni. Dopo aver cambiato il sound del rap una volta, il rapper di Atlanta è pronto a farlo di nuovo, come ha confermato il suo produttore F1lhty. L’attesa tra i fan è talmente febbrile che per Carti basta postare “Hello Twitter” per essere primo in tendenza il giorno di Natale. Non male vero? Se poi aggiunge «amo i miei fan è giunto il momento», mantenere la calma diventa quasi impossibile.

2. Travis Scott – Utopia (Cactus Jack/Epic Records)
Al secondo posto troviamo Utopia di Travis Scott, che dopo le ultime collaborazioni in cui è sembrato svogliato, è pronto a riprendersi il trono. Come ben sappiamo il disco è stato posticipato dopo la tragedia di Astroworld in cui persero la vita 10 persone e che sconvolse tutti i piani di pubblicazione. Molto probabilmente il doppio singolo Escape Plan / Mafia e le tracce sentite alla sfilata di Dior X Cactus Jack non faranno più parte del disco, ma gli spoiler fatti sentire agli ultimi concerti (God’s Country su tutti) fanno ben sperare. Magari, ispirandosi a Kendrick Lamar, Travis debutterà con l’album a Milano il 30 giugno; sognare non costa nulla no?

3. Lil Uzi Vert – Pink Tape (Generation Now/Atlantic Records)
Al terzo posto c’è un’altro album attesissimo, Pink Tape di Lil Uzi Vert, annunciato a dicembre 2020 e che ormai è molto vicino. Uzi è attualmente in un momento delicato della sua carriera, il suo ultimo album Eternal Atake è stato un mezzo flop (nonostante avesse intorno un hype mai visto prima) e il mixtape uscito quest’estate, Red & White, non ha lasciato il segno. Nonostante questo, il rapper di Philadelphia sta dominando TikTok e tutte le classifiche con Just Wanna Rock, l’anthem che ha portato gli Eagles fino al Super Bowl, contribuendo a rendere virale lo stile “jersey club”. Uzi ha davanti a sé due opzioni: cambiare l’album cercando di sfruttare l’attuale popolarità del jersey club, oppure lasciarlo invariato con le tracce che aveva fatto sentire tra live di Instagram e concerti, che i fan aspettano da ormai più di un anno. Pensando a lungo termine, noi speriamo vivamente che scelga la seconda opzione.
4. Yeat – Aftërlyfe (Field Trip Recordings/Geffen Records)
Al quarto posto non possiamo che mettere Aftërlyfe di Yeat, uno che nel 2022 ha raggiunto traguardi impensabili, tra cui fare una canzone per la colonna sonora del film dei Minions, arrivando ad essere il 41esimo artista più ascoltato del 2022 (per intenderci, ha avuto più stream di Adele, Bruno Mars, BTS, Beatles e Coldplay). Per Yeat vale la stessa regola di Playboi Carti e per tutti i cosiddetti “Mumble Rappers”: se vi aspettate che le loro canzoni abbiano significati profondi, non fanno per voi, perché in molti casi ciò che dicono non è nemmeno comprensibile. La sua voce, usando versi e smorfie quasi bestiali, si mescola alla base diventando parte integrante della batteria e delle melodie. Quando questo si unisce ai beat di BNYX, forse il produttore più forte del momento, allora sicuramente ciò che ne uscirà fuori sarà incredibile.

5. Destroy Lonely – If Looks Could Kill (Opium/Interscope)
Rimanendo in tema underground, al quinto posto è quasi obbligatorio mettere If Looks Could Kill di Destroy Lonely, che dovrebbe uscire prima del tour europeo. Il rapper 21enne ci ha già fatto sentire diversi spoiler tra Instagram e Tumblr (sì avete capito bene, usa Tumblr nel 2023), tra cui Finish Line e la title-track, due canzoni grunge che fanno ben sperare. Quest’ultima ha già accumulato milioni di ascolti su YouTube e SoundCloud grazie ad upload non ufficiali, diventando una hit enorme prima ancora di uscire. Chi al concerto di Milano sperava di sentire il suo lato hyper-pop e trap si dovrà rassegnare, Destroy Lonely è in rockstar mode.
6. A$AP Rocky – Don’t Be Dumb (A$AP Worldwide/RCA Records)
Al sesto posto abbiamo messo Don’t Be Dumb di A$AP Rocky, un altro album attesissimo e che era in cantiere da molto tempo. Chiamato inizialmente All Smiles e poi Grim, si tratta del primo album di Flacko in cinque anni, periodo durante il quale è stato arrestato a Stoccolma, si è messo insieme a Rihanna da cui sta avendo il secondo figlio, ed è stato a processo per tentato omicidio ai danni di un membro della sua crew. Insomma, Rocky ha avuto i suoi affari da sbrigare, ma ora è pronto a tornare: il primo singolo Same Problems?, un pezzo r&b che riflette su tutti gli artisti che abbiamo perso recentemente, è già uscito. Il ritorno di A$AP Rocky è più vicino che mai.
7. Young Thug – Slime Season 4 (300 Entertainment/Atlantic Records)
Al settimo posto troviamo Young Thug, che il 20 aprile 2022 ha postato su Instagram una foto del suo viso coperto di sangue con la caption «Le scorse settimane mi hanno dato tanto di cui parlare… siete pronti??». Il 9 maggio Thugger è stato arrestato, e si trova tuttora in prigione in relazione ad un caso federale in cui è coinvolta anche la sua etichetta discografica Young Stoner Life. Che sapesse che questo momento sarebbe arrivato? Molto probabilmente sì, ma ciò che invece sembra certo è che l’immagine postata è la copertina di Slime Season 4, sequel dell’iconico mixtape trap. La domanda ora è la seguente: uscirà prima Young Thug o il disco?
8. City Morgue – My Bloody America (Hikari-ULTRA/Republic Records)
Cambiando un po’ genere, all’ottavo posto troviamo My Bloody America, il quarto e ultimo album di City Morgue, il duo formato da ZillaKami e SosMula. Definire il loro genere musicale è molto complesso quindi ci affidiamo alle loro parole: «È semplicemente un approccio moderno al nu-metal. È più trap, con più 808 e hi-hat!. La fine di City Morgue arriva dopo 6 anni in cui il duo non solo ha fatto resuscitare il metal e il punk-rock, ma l’ha reso cool agli occhi della Generazione Z (qualche ragazzo poco preparato ci ha addirittura rimesso delle ossa ai loro concerti). Dopo il disco, ZillaKami continuerà la sua carriera con un progetto grunge chiamato Audio Creep, che ha il potenziale per lanciarlo nella musica mainstream, mentre SosMula ha già un mixtape trap pronto chiamato Sleez Religion. Le strade si separano, ma prima c’è tempo per scatenare il caos con un ultimo tour.
9. Tyler, The Creator – Welcome To The Disco (Columbia Records)
Al nono posto troviamo Welcome To The Disco di Tyler, The Creator, che ormai dal 2011 pubblica un album ogni due anni. Il titolo non è stato confermato, anzi lo stesso Tyler ha spento i rumors, ma è sempre importante prendere queste dichiarazioni con le pinze (successe la stessa cosa nel 2017 con Flower Boy, che alla fine si rivelò davvero il titolo del suo quinto progetto). Welcome To The Disco è uno slogan presente nell’ultimo drop del suo brand GOLF le FLEUR* ed è in linea con la direzione artistica che Tyler sta prendendo. Che dite, ci sta prendendo in giro un’altra volta o il titolo è davvero un altro?

10. Frank Ocean – TBA (Boys Don’t Cry/Warner Chappell Music)
Infine al decimo e ultimo posto troviamo l’album più atteso di tutto il comparto. Secondo le indiscrezioni, il nuovo disco di Frank Ocean dovrebbe finalmente uscire quest’anno. Del resto Blonde risale 7 anni fa e da allora il cantante ha pubblicato unicamente qualche singolo. Si dice che qualcosa potrebbe succedere a ridosso dell’edizione 2023 di Coachella, in cui è stato confermato come headliner. L’indizio più importante è comunque contenuto nel poster promozionale dell’agognata ristampa vinilica del sopracitato Blonde («L’artista discografico ha ormai cambiato idea sul modello dei singoli, ed è di nuovo interessato a corpi di lavoro più lunghi»). Non ci sbilanciamo finché non lo sentiamo con le nostre orecchie, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro.
