1977: le dieci copertine più belle dell’anno firmate Hipgnosis
-
Alessandro Pogliani
- 18 Dicembre 2017
Il 1977 è stato per tanti aspetti anno-clou: nel conto va messo pure l’esperienza dello studio di design Hipgnosis, che dal 1968 al 1983 ha segnato graficamente una buona parte della storia del rock, ampiamente prima dell’avvento di Photoshop. Diretto da Storm Thorgeson (morto nel 2013), Aubrey “Po” Powell e (dal 1974) da Peter Christopherson (non solo fotografo, ma anche componente dei Throbbing Gristle prima e dei Coil poi, morto nel 2010), lo studio inglese è legato indissolubilmente agli amici Pink Floyd (due esempi su tutti? La mucca di Atom Heart Mother! Il prisma di The Dark Side Of The Moon!) ma i lavori memorabili firmati Hipgnosis sono davvero tanti.
Un ottimo modo per ripercorrere questo mostruoso portfolio è sfogliare Vinyl. Album. Cover. Art. The Complete Hipgnosis Catalogue, a cura di Powell e con prefazione di Peter Gabriel, perfetto regalo di Natale per tutti gli appassionati di musica e/o design e/o arte: da questo bellissimo volume abbiamo scelto dieci cover di dieci album pubblicati nel 1977. Eccoli, non necessariamente in ordine di classifica.

1. Pink Floyd – Animals
Una delle copertine più famose di sempre, dove fa capolino per la prima volta il maiale volante, da questo momento in poi elemento inamovibile dell’iconografia pinkfloydiana (nell’occasione dello shooting il gonfiabile ruppe le funi e si diresse verso il Kent). I credits dell’album attribuiscono a Roger Waters il cover design, mentre Powell e Thorgeson figurano come organizzatori dell’art direction e Chistopherson tra i fotografi. E questa non sarà l’unica copertina dell’anno ambientata presso la Battersea Power Station…


2. Hawkwind – Quark Strangeness And Charm
3. UFO – Lights Out
Sì, queste due cover sono ambientate negli interni della centrale elettrica di Battersea, una delle location più intriganti della cultura pop inglese (per dire: è presente nel film Help! dei Beatles, è una delle ambientazioni della scena “Find the fish” nel Senso della Vita dei Monty Python…).

4. Peter Gabriel – Peter Gabriel
I designer della Hipgnosis erano già responsabili della grafica degli album dei Genesis da The Lamb Lies Down On Broadway in poi, e resteranno in carica per i primi tre lavori da solista di Gabriel, tutti (compreso il quarto) senza titolo, e che in seguito i fan distingueranno proprio dalle foto: questo ad esempio sarà noto come Car. L’auto è la Lancia Flavia di Powell. La foto è stata scattata in bianco e nero e poi colorata a mano.

5. Sammy Hagar – Sammy Hagar
Bell’esempio dell’attenzione ai dettagli nella costruzione dell’immagine, la copertina del secondo album del cantante dei Montrose prima e dei Van Halen poi è evidentemente ispirata dal suo soprannome (“the red rocker”) e dalla canzone che apre l’album (Red).

6. 10cc – Deceptive Bends
L’album dopo la diaspora del gruppo art pop mancuniano (Godley & Creme hanno lasciato il gruppo, rimangono Stewart & Gouldman) mantiene alto il livello a cui la premiata ditta 10cc ha piacevolmente abituato. Lo sleeve design è ricamato fantasiosamente su uno dei significati di “bends” (la malattia da decompressione dei sub).

7. Space – Deliverance
Francesi? Musica elettronica? Elmetti spaziali? No, non sono i Daft Punk: nel 1977 Guy-Manuel de Homem-Christo aveva tre anni, Thomas Bangalter due. Gli Space di Didier Marouani sono già al secondo album nell’anno in corso, e si possono concedere una copertina che più hipgnotica di così non si può.

8. Thrillington – Thrillington
Uno dei tanti progetti pazzi di questo pazzo 1977: Paul McCartney in incognito produce un album di cover strumentali track by track di Ram, disco del 1971 firmato da Paul e sua moglie Linda (in realtà le versioni orchestrali erano già pronte prima dell’uscita dell’originale). Nella sua semplicità, il violinista con la testa di montone (ram in inglese) riassume lo spirito del disco.

9. The Alan Parsons Project – I Robot
Secondo album per il progetto del tecnico del suono dei Pink Floyd, seconda copertina curata da Hipgnosis: l’ambientazione futuristica è un collage di scatti fatti senza autorizzazione nell’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi. Il robot non è digitale: è fatto con l’aerografo.

10. Heavy Metal Kids – Kitsch
Il titolo in prima pagina sul giornale svolazzante recita “Pop star dies in car crash“. L’idea per la cover di questo non memorabile hard-symphonic-prog-comedy album fuori tempo massimo è riciclata da una proposta scartata l’anno prima dai Pink Floyd. Idea che preconizza uno degli eventi più tristi del 1977: la morte per incidente stradale di Marc Bolan (16 settembre).
Per ulteriori immersioni nella musica del 1977 sono disponibili le dodici puntate di Radio e torno , l’esclusivo podcast realizzato “back to the future” ogni mese di 40 anni fa. Animals viene presentato nella prima puntata, il debutto solista di Peter Gabriel nella seconda, nella terza l’ultimo album di Marc Bolan.
