Album
Magic Pony Ride
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Edoardo Bridda
- 9 Giugno 2022
Mike Paradinas torna a rispolverare l’alias µ-Ziq per il suo primo album in solo dal 2013, Magic Pony Ride. Il disco segue Chewed Corners, che a sua volta succedeva a Duntisbourne Abbots Soulmate Devastation Technique del 2007.
In pratica, quando il producer un tempo collaboratore di Aphex Twin torna a rispolverare il moniker, lo fa riprendendo un certo tipo di spirito e fascinazioni. Nelle nuove tracce così come nelle storiche produzioni, ad arrivare per prima all’orecchio è la melodia – angelica, spesso straniante eppure avvolgente, pura nel senso di infantile, cosmica come anelito verso l’infinito – poi c’è il ritmo – l’effervescenza della jungle – e infine c’è il motore frastagliato e cibernetico di techno e acid ammorbidite nel mix generale.
Già dal titolo scelto è chiaro l’intento del capo di Planet Mu: tornare alla magia e alla purezza della primissima stagione rave, quella in cui new age e vertigini ritmiche trovavano inediti punti di contatto e che qualche anno più tardi per gli allora ventenni Paradinas e Richard D. James si tradurranno in un personale gusto melodico affogato in celebrali geometrie di breakbeat accelerati.
Nel disco, il coinvolgimento della figlia del producer Elka e una dedica al padre scomparso qualche anno fa, rendono il materiale qualcosa di particolarmente intimo. Di sicuro la parte dream pop viene anche dall’esperienza Heterotic condivisa con la moglie Lara Rix-Martin.
In definitiva, Magic Pony Ride è un lavoro fatto di affetti e identità sonora e umana per Mike Paradinas, che quest’anno festeggia il 25esimo anniversario del classico Lunatic Harness e di cui quest’ultima prova rappresenta proprio un sequel, a partire dall’uso dei breaks.
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