Album

Arkhon

Arkhon
24 Giugno 2022 pop art goth electro

Arkhon è l’album di Zola Jesus, al secolo Nika Roza Danilova, in uscita il 20 maggio 24 giugno 2022 via Sacred Bones, a cinque anni dal precedente Okovi. Prodotto da Randall Dunn (già dietro al mixer per Sunn O))) e Jóhann Jóhannsson), il disco vede la collaborazione del batterista e percussionista Matt Chamberlain (Fiona Apple, Bob Dylan e David Bowie).

Il titolo significa “potere” o “sovrano” in greco antico, ma ha anche una valenza specifica all’interno dello gnosticismo in cui gli arkons corrispondono all’idea di potere esercitato da una divinità imperfetta, discesa all’umano e privata della sua piena potenza. Figure che contaminano e offuscano l’umanità, mantenendola corrotta invece di lasciarle trovare un io armonioso. Non è difficile cogliere i riferimenti alla scena politica attuale: nelle parole dell’artista è l’uomo stesso a vivere un «momento di arkhons»: «Anche solo parlarne rappresenta un atto di ribellione».

La prima anticipazione dal disco è il singolo Lost, che racconta smarrimento, fuga e anelito di rinascita («Tutti quelli che conosco sono persi, senza speranza e senza futuro. Man mano che ci allontaniamo dalla natura, ci allontaniamo da noi stessi. Lost è un sigillo per riscoprire le nostre coordinate e rivendicare un nuovo percorso»). Un brano atmosferico ed enfatico quanto veicolato da un peculiare respiro pop deviato su coordinate inquietanti, grazie al sapiente uso di synth e di percussioni.

Inquietudine perfettamente traslata in immagini dal regista turco Mu Tunç. Girato in Turchia, precisamente in Cappadocia, il suntuoso ed epico clip vede Danilova camminare su un monte innevato per poi dirigersi in una buia e angusta caverna, per lei un rifugio. Ascolto e video in calce nelle sezioni Streaming e Spotify.

Volevo girare il video in un luogo che contenesse molta energia, con qualcuno che sentivo che capisse il significato del brano. È stato un processo naturale realizzare il video con Mu Tunc in Turchia. Ho riposto la mia fiducia in lui e nella sua scelta di girare in Cappadocia, in una città labirintica costruita all’interno di grotte di 60 milioni di anni fa. Nel corso della storia umana queste grotte sono servite da cittadella per così tanti e diversi gruppi di persone che si sono recati lì per perdersi. È una testimonianza della resilienza dell’umanità e della durabilità della nostra terra.
Zola Jesus

Riguardo a Zola Jesus, su SA potete recuperare, tra le altre, la recensione del sopracitato Okovi, firmata da Tommaso Iannini.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Lost
  • 2 The Fall
  • 3 Undertow
  • 4 Into The Wild
  • 5 Dead and Gone
  • 6 Sewn
  • 7 Desire
  • 8 Fault
  • 9 Efemra
  • 10 Do That Anymore
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