Album

Midas

30 Agosto 2024 pop rock alt indie post-punk

Accantonato il progetto punk Dead Pretties, nel mezzo della pandemia l’inglese Jacob Slater ha iniziato a mettere le basi all’avventura – inizialmente in solitaria – Wunderhorse. Una volta espanso in formato full-band, il progetto Wunderhorse ha iniziato a prendere quota, prima con l’album d’esordio Cub (2022) e poi con alcune date come spalla a nomi del calibro di Fontaines D.C., Foals e Sam Fender.

Il secondo album Midas aumenta ulteriormente le quotazioni (nel frattempo ha esordito in 6° posizione con oltre 11.000 copie) di una band che solo erroneamente può essere inclusa nel calderone indie/post-punk albionico degli ultimi anni: certo, siamo nella Londra chitarristica, ma musicalmente Slater (che tra le altre cose ha interpretato Paul Cook in Pistol di Danny Boyle) guarda in primis agli Stati Uniti e in particolare alla stagione alt-rock/post-grunge. Ascoltando il disco non si ha però l’impressione di essere di fronte a del revivalismo, quanto invece ad una scrittura diretta che non ha bisogno di troppi orpelli stilistici per arrivare al punto.

Rock sorretto strumming d’accompagnamento, qualche power chords, melodie aperte dal sapore classico (Arizona), crescendo emozionali da primi Coldplay (Superman), tensioni a doppia intensità via Pixies (Midas), un passaggio slowcore via Kozelek (Aeroplane) e sporadiche memorie Bush (Cathedrals), giusto per citare inglesi che davvero sfondarono negli States.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Midas
  • 2 Rain
  • 3 Emily
  • 4 Silver
  • 5 Arizona
  • 6 Superman
  • 7 July
  • 8 Cathedrals
  • 9 Girl
  • 10 Aeroplane
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