Album

Hot Sun Cool Shroud

28 Giugno 2024 cantautori

Come ben sanno i cultori più fedeli, i Wilco di Jeff Tweedy hanno tradizionalmente pubblicato EP a corollario delle uscite principali, utilizzandoli come deposito per stranezze assortite, b-side e quant’altro fosse rimasto fuori dagli album. Con questo dischetto nuovo di zecca, invece, il formato medio-breve viene ben calibrato per quella che appare in tutto e per tutto come un’uscita a sé stante rispetto ai recenti Cruel Country e Cousin.

Pubblicato in concomitanza con l’avvio del Solid Sound, festival curato dal gruppo, Hot Sun Cool Shroud presenta un poker di canzoni (più un paio di divertissement strumentali) a tema estivo la cui solidità e qualità sono degne delle migliori uscite su lunga distanza, in una coesione di suono e di intenti degna di un album tascabile. Se Ice Cream è la nuova, ennesima ballata con un incipit memorabile alla Via Chicago (“When I first saw you, you said I was cool / enough to be ice cream”), Hot Sun e Annihilation offrono gli ormai consueti, magistrali e inimitabili intarsi timbrici, armonici e chitarristici che il sestetto sa maneggiare da puri maestri del pop obliquo, laddove la conclusiva Say You Love Me gioca con naturalezza la carta della ballata lennoniana senza risultare già sentita o stucchevole, mentre il divertito metal parodistico di Livid e le sospensioni avant folk di Inside The Bell Bones riportano ai momenti più divertiti e scanzonati di dischi “leggeri” (eppure necessari a sopravvivere) come Star Wars e Schmilco.

“Summertime after dark” è l’ambientazione suggerita da Tweedy stesso parlando del disco, e in effetti questi appena diciassette minuti suonano veloci, freschi, fugaci eppure densi come un’estate attesa per troppo tempo e consumata istantaneamente. Come è giusto che sia.

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Discografia
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  • 1 Hot Sun
  • 2 Livid
  • 3 Ice Cream
  • 4 Annihilation
  • 5 Inside The Bell Bones
  • 6 Say You Love Me
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