Album

Beyond This Fiction

23 Agosto 2024 rock

Si rifanno vedere i due White Hills, Dave W e Ego Sensation, con un nuovo capitolo di rock’n’roll psichedelico. Beyond this Friction viene pubblicato sulla loro Head On Fire Industries e a detta dei due trae inspirazione dal pensiero del filosofo Joseph Campbell, che profetizzava una sorta di autorealizzazione del sé, a dispetto dei percorsi e delle consuetudini imposte dalla società. La realizzazione artistica dei White Hills passa attraverso la solita produzione calda e cristallina del leggendario Martin Bisi, che valorizza in particolare il basso di Ego Sensation, alternandolo tra toni crudi e ruvidi e atmosfere morbide e ipnotiche.

Non una novità nell’economia del sound dei due, ma a dispetto di una formula ormai canonica, il sound esplode dalle casse con una confortante rigogliosità di frequenze. Questo è evidente già dal primo estratto, Killing Crimson, dove sembra di ascoltare un brano dei The Kills che se ne va in orbita con gli Spacemen 3, ma emerge evidente anche dall’iniziale Throw It Up In The Air, da Clear As A day, dalla title track e dal secondo estratto Fiend , che ha un’incidenza eroinomane alla Loop.

Alcuni brani vedono i White Hills varcare la soglia dello sperimentalismo puro, sconfinando in territori krautedelici con un fascino retrò da guerrieri del megalitico, caratteristica che, non a caso, agli inizi della loro carriera attirò l’attenzione di Julian Cope. Closer e The Awakening si spingono verso orizzonti difficilmente identificabili da un occhio sobrio, evocando atmosfere che si collocano tra Cluster e Tangerine Dream. Beyond this Friction è l’ennesimo buon disco del duo newyorkese: non rivoluziona la loro discografia, ma con il tempo potrebbe essere annoverato tra le loro opere migliori.

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  • 1 Throw It Up In The Air
  • 2 Clear As Day
  • 3 Killing Crimson
  • 4 Fiend
  • 5 Closer
  • 6 The Awakening
  • 7 Beyond This Fiction
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