Album
…If I Die, I Die (40th Anniversary Edition)
-
Tommaso Iannini
- 23 Ottobre 2022
I Virgin Prunes hanno annunciato una nuova edizione di …If I Die, I Die per il suo quarantennale. Il ritorno nei negozi dall’11 novembre 2022 è in due versioni: LP colorato e doppio CD. Se il vinile blu trasparente ripropone la scaletta originale oltre al celebre artwork, che in questo caso si arricchisce di un libro di 16 pagine e di alcune “artcard”, l’edizione in due compact disc propone un intero secondo disco di bonus che contiene i brani del singolo extra LP Pagan Lovesong, demo e remix, e ha un booklet illustrato di 28 pagine con estese note di copertina scritte da Jonathan Wood.
Pubblicato originariamente da Rough Trade nel 1982, …If I Die, I Die è un (capo)lavoro magnetico e conturbante, annoverato tra i classici della new wave europea – specie dell’universo dark a cui viene spesso affiliato, anche se l’etichetta di goth con relative traduzioni non piace granché a Gavin Friday e ai suoi. Primo album vero e proprio per i Virgin Prunes, uscito dopo i quattro EP del progetto A New Form of Beauty (diventati poi nel 1983 un unico, doppio 33 giri) e precedendo di pochissimo la pubblicazione di un altro lavoro fuori norma come Heresy – il suo contraltare diviso tra sperimentazioni e registrazioni live –, nel formato a 33 giri era diviso in due facciate “concettuali”, la earth side, con la sua audace rivisitazione di sonorità legate alla musica folk irlandese, e la blue side, “rumorosa, urbana, viscerale” – come l’ha definita il cantante Gavin Friday, una delle tre voci della band, in un recente podcast – di rock scabro e contemporaneo come da prassi post-punk, tra funk dissonante, tribalismi e nevrastenici recital di teatro-canzone.
Reso celebre anche dagli scatti di copertina e dell’interno, che vedono tra le altre cose i musicisti del gruppo mezzi nudi in un bosco, l’album che oggi torna in versione rimasterizzata ha avuto come produttore Colin Newman dei Wire, di cui i Prunes e in particolare Friday erano grandi ammiratori. È lo stesso Newman a firmare il remix di Baby Turns Blue, il brano che apriva la blue side, di cui è stato diffuso il video a mo’ di lancio per l’operazione-ristampa.
Come teaser sul sito ufficiale dei Virgin Prunes si trova anche una performance live di Walls of Jericho filmata all’Hacienda di Manchester nel 1983. Trovate tutto in calce nella sezione streaming.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Ulakanakulot (2022 Remaster)
- 2 Decline and Fall (2022 Remaster)
- 3 Sweethome Under White Clouds (2022 Remaster)
- 4 Bau-Dachong (2022 Remaster)
- 5 Baby Turns Blue (2022 Remaster)
- 6 Ballad of the Man (2022 Remaster)
- 7 Walls of Jericho (2022 Remaster)
- 8 Caucasian Walk (2022 Remaster)
- 9 Theme for Thought (2022 Remaster)
- 10 Baby Turns Blue (Colin Newman Remix 2004) [2022 Remaster]
- 11 Chance of a Lifetime (UK 12") [2022 Remaster]
- 12 Yeo (UK 12") [2022 Remaster]
- 13 The Faculties of a Broken Heart (What Should We Do If Baby Turns Blue) [2022 Remaster]
- 14 The King of Junk (Instrumental) [Rough Mix] [2022 Remaster]
- 15 Ballad of the Man (Rough Mix) [2022 Remaster]
- 16 Fado (Rough Mix) [2022 Remaster]
- 17 Bau-Dachong (Rough Mix) [2022 Remaster]
- 18 Theme for Thought (Rough Mix) [2022 Remaster]
- 19 Pagan Lovesong (Demo) [2022 Remaster]
- 20 Pagan Lovesong (2022 Remaster)
- 21 Dave-Id Is Dead (2022 Remaster)
- 22 Pagan Lovesong (Vibeakimbo) [2022 Remaster]
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