Album
Dreamweaver
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Davide De Gennaro
- 13 Settembre 2024
Si presenta per cognome Dane Anders Trentemøller, quasi a voler mantenere un frigido distacco; anti-divo, non costruisce un personaggio né lo interpreta, ma lascia che parli la purezza del suo suono. Suono che ha come basso continuo quello stesso freddo, glaciale distacco. Del resto nasce in un paesino danese e cresce in Scandinavia, centro di diffusione di una tech-house minimale che dà la direzione ai suoi primi EP, riconoscibili proprio da quella compostezza.
Dj e producer atipico, progressivamente rifugge il legame stretto col dancefloor e lungo la sua ricerca – che trovate ripercorsa e contestualizzata nella monografia a cura di Edoardo Bridda – spazia prima nell’ambient, trip hop e downtempo di The Last Resort (2006) per poi incorporare sempre più chitarre e batterie ed elementi presi in prestito da new wave, post punk, dream pop. È questo il paesaggio sonoro che si delinea nella sua produzione, soprattutto in quella che potrebbe essere vista come una trilogia composta da Lost (2013), Fixion (2016) e Obverse (2019), con una coda che si protende fino all’ultimo Memoria (2022).
Nel nuovo Dreamweaver, Trentemøller procede sulle orme lasciate nella neve gelida di quel paesaggio sonoro. Fa convergere il suo artigianato elettronico con i generi musicali che lo hanno rapito. Chitarre sbiadite, synth sontuosi, percussioni vacillanti. L’impressione è quella di un sussurro cupo ma beneaugurante, sostenuto con un filo di voce dai sospiri sfocati dell’islandese DìSA, sul palco con Anders nel Memoria tour.
Il disco è anticipato dall’arpeggio acustico di A Different Light, dall’incedere calmo di Nightfall e dal soundscaping astrale di Dreamweaver.
Tracklist
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Discografia
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- 1 A Different Light
- 2 Nightfall
- 3 Dreamweavers
- 4 I Give My Tears
- 5 Behind My Eyes
- 6 Hollow
- 7 Empty Beaches
- 8 In A Storm
- 9 Winter's Ghost
- 10 Closure
