Album

Infinity Pool (Original Motion Picture Soundtrack)

27 Gennaio 2023 noise ambient elettronica colonnasonora experimental

Composta da Tim Hecker e pubblicata il 27 gennaio 2023 da Milan Records, label di Sony, Infinity Pool (Original Motion Picture Soundtrack) è la colonna sonora per il nuovo film di Brandon Cronenberg, figlio di David, già messosi ottimamente in luce alla prova del formato lungometraggio con l’interessante Antiviral del 2021 e l’eccellente Possessor del 2020.

In attesa di una data di uscita nelle sale italiane, Infinity Pool è dunque il terzo lavoro cinematografico del regista canadese, da lui scritto e diretto, nuovamente sulle orme del padre, quantomeno a livello di genere, nel confrontarsi con tematiche ruotanti attorno al corpo e all’identità, muovendosi tra fantascienza e horror, violenza ed edonismo.

La trama della pellicola ruota attorno a una coppia benestante alla volta di una vacanza in un resort su un’isola, funestata da un tragico incidente che li mette faccia a faccia con una politica di tolleranza zero nei confronti degli atti criminosi: dalla misteriosa sinossi, «o verrai giustiziato o, se sei abbastanza ricco da permettertelo, potrai guardarti morire». Nel cast, Alexander Skarsgård, Cleopatra Coleman e la sempre più lanciata Mia Goth.

A Hecker, di ritorno quest’anno anche con un vero e proprio album a suo nome con il caliginoso e ottimo No Highs, che sancisce anche la collaborazione con Colin Stetson, è spettato dunque il compito di trasporre la discesa nella follia dei personaggi partoriti dalla mente di Cronenberg junior. Il compositore elettronico si era già cimentato nel campo delle OST con le musiche realizzate per The North Water (Original Score), per l’omonima miniserie televisiva britannica, in ottica più tradizionale.

Prodotto da NEON e presentato al Sundance 2023, Infinity Pool fornisce invece l’occasione a Hecker per deragliare su binari surreali e distopici, basati spesso volontariamente sulle contraddizioni sonore, tra ambient e sperimentazione, quasi a voler rimarcare l’ambivalenza della visione di origine, tanto alienante quanto perversamente disturbante, estrema e ambivalente persino su un piano etico. La scaletta si articola in ventidue tracce, quando concise quando ben più estese, per quasi un’ora di durata, per un cupo fluire mai statico: un rollercoaster da incubo di punteruoli sintetici, archi noisey, linee digitali da club in marcescenza, percussioni marziali, soundscape ingegnosamente stranianti, vocalizzi di estatico tormento neo-neoclassico. Già una delle migliori colonne sonore dell’anno.

Lavorare su Infinity Pool ha comportato la ricerca di una tavolozza sonora speculare a questo immaginario stato insulare. Parte di questo ha funzionato in combutta con il regista del film Brandon Cronenberg, al fine di sviluppare suoni sintetici vocali ibridi che fossero confusamente vintage e anche orientati a un possibile futuro distopico. Ciò si è manifestato anche nello sviluppo di una sorta di banjo baltico carico di cicale di bosco che permea la partitura
Tim Hecker

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