Album
Dull boy
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Edoardo Bridda
- 9 Ottobre 2023
Dopo una manciata di singoli/videoclip – Teenage Cliché, October e Shoot Shoot – che ne hanno messo sulla mappa le coordinate (un ritorno alle chitarre affilate e ai beat anfetaminici della “modern age” degli anni ’00), i Whistling Heads pubblicano il debut album Dull Boy via Disasters By Choice.
Se la radice post punk e sonorità reminiscenti la Factory Records rimangono collanti comuni alle ondate di revival di vent’anni fa come attuali, più che correr dietro a Idles e Fontaines D.C., i ragazzi pescano a piene mani attitudine, energie e understatement di british lads come Franz Ferdinand (Brand New Friend), Kaiser Chiefs (periodo Employment vedi Teenage Cliché), Maxïmo Park (October) e metti qualcosina di Art Brut (Magpie).
I quattro siciliani potrebbero passare benissimo per una band dei primi anni 00s, neppure diresti che sono italiani ma inglesi. Azzeccata nel disco è anche la produzione à la Seventeen Seconds all’insegna della pulizia sonora e della valorizzazione delle chitarre (pungenti, brillanti, in scambi stereofonici), con sezione ritmica e le parti vocali comprimarie di un spazio sonoro delimitato ma assolutamente compatto. Rispetto ai sopracitati Cure (che sentiamo comunque nelle pieghe di TV Show) non siamo però davanti a un disco nichilista/minimalista, all’opposto i colori e la passione dell’angst post-adolescenziale dei ragazzi è ben dosata nell’energia di queste 10 canzoni che si ballano anche, fanno saltare sul letto e venir voglia di formare una band. Come direbbe qualcuno My little brother just discovered r’n’r …There’s a noise in his head, and he’s out of control.
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