Album
Hurry Up Tomorrow
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Diego Muleri
- 11 Dicembre 2024
The Weeknd non è mai stato uno da mezze misure. Nel 2021, durante il suo celebre Halftime Show, ha investito ben 7 milioni di dollari di tasca propria per realizzare uno degli spettacoli più memorabili nella storia del Super Bowl. L’esibizione, vista da oltre 100 milioni di persone tra diretta e streaming, lo ha consacrato come uno degli artisti più influenti e popolari al mondo. È possibile aspirare a qualcosa di più?
Un anno prima, la popstar canadese aveva intrapreso un nuovo capitolo della sua carriera, abbracciando un pop massimalista e intriso di suggestioni fantascientifiche. Traendo ispirazione dai fratelli Safdie e dal sound sperimentale di Oneohtrix Point Never – conosciuti sul set del suo debutto cinematografico in Uncut Gems (Diamanti Grezzi) – The Weeknd ha dato vita a un alter ego che sembra il protagonista di un blockbuster hollywoodiano distopico. È stato un salto audace verso il mainstream, che lo ha consacrato come una star globale. Certo, non privo di compromessi, ma con risultati decisamente vincenti.
Prima è arrivato After Hours: un viaggio sonoro oscuro e magnetico, tra materialismo e le sue conseguenze, fratture emotive e urgenze esistenziali. Poi è stata la volta di Dawn FM, un’odissea synth-pop anni ’80 che simboleggia la risalita dall’inferno del capitolo precedente. Con entrambi i progetti, The Weeknd ha cementato la sua visione artistica, tracciando una trilogia che riecheggia il percorso dantesco.
Ora arriva Hurry Up Tomorrow, il capitolo conclusivo di questa saga, preceduto da una campagna promozionale ambiziosa e dalla volontà dichiarata di “uccidere” il suo storico pseudonimo, forse per proseguire sotto il suo vero nome. Un cambiamento già sperimentato con la sua carriera nel mondo della TV e del cinema, come dimostrato dalla controversa serie The Idol. Nonostante il clamore mediatico, The Idol si è rivelato il suo primo vero scivolone, rafforzando l’idea che questo nuovo album debba essere un trionfo: il suo Endgame.
Per l’occasione, The Weeknd si è affidato a un team stellare, composto da Max Martin, MIKE DEAN, Oscar Holter e Pharrell Williams, una schiera di collaboratori degna di una chiusura in grande stile. Tuttavia, i singoli di lancio hanno sollevato qualche dubbio. Dancing In The Flames, il lead single, si rivela una ballata sentimentale prevedibile, che non osa oltre i confini della comfort zone. Timeless, con Playboi Carti, tenta di modernizzare la formula della trap melodica, ma senza lasciare un’impronta significativa.
Un’eccezione è rappresentata da Sao Paulo, frutto della collaborazione con Anitta, al suo debutto al fianco della popstar canadese. Il brano, prodotto da MIKE DEAN, è un vibrante esperimento electro-funk, che contrappone l’aggressività di Anitta alla dolcezza eterea di The Weeknd. È anche la prima incursione dell’artista in queste sonorità, dimostrando un’apertura a nuove possibilità creative, o comunque un allargamento dello spettro ritmico alla latinità contemporanea.
Con Hurry Up Tomorrow, The Weeknd mira a chiudere in bellezza un capitolo cruciale della sua carriera. Riuscirà a coniugare ambizione, capacità di sorprendere, con della buona musica? Il vestito è quello delle migliori occasioni. La posta in gioco altissima.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Wake Me Up (con i Justice)
- 2 Cry for Me
- 3 I Can't Fucking Sing
- 4 São Paulo (con Anitta)
- 5 Until We're Skin & Bones
- 6 Baptized in Fear
- 7 Open Hearts
- 8 Opening Night
- 9 Reflections Laughing (con Travis Scott e Florence and the Machine
- 10 Enjoy the Show (con Future)
- 11 Given Up on Me
- 12 I Can't Wait to Get There
- 13 Timeless (con Playboi Carti)
- 14 Niagara Falls
- 15 Take Me Back to LA
- 16 Big Sleep (con Giorgio Moroder)
- 17 Give Me Mercy
- 18 Drive
- 19 The Abyss (con Lana Del Rey)
- 20 Red Terror
- 21 Without a Warning
- 22 Hurry Up Tomorrow
