Album

Diet of Worms

3 Aprile 2026 rock noise post-hc

Non ne abbiamo la certezza, ma che gli inglesi The Shits possano aver pensato alla Dieta di Worms del 1521, quella in cui Martin Lutero rifiutò di abiurare per le sue 95 tesi, per intitolare il loro secondo album per Rocket pare questione da escludere.

Soprattutto alla luce dell’opener In A Hell, sette minuti sette di incessante noise-rock slabbrato e imputridito, perfetta entrée per un album che sarebbe molto probabilmente finito tra i piatti preferiti di sua rumorosità Steve Albini come lo sarà per tutti i noise-rock addicted che si ritrovano in pagine nemmeno troppo carbonare su fb e che sublimano a furia di spie al rosso e casse casalinghe portate ai massimi quella voglia nostalgica dei 90s, l’età aurea del noise-rock.

Diet Of Worms è ossessivo come si richiedeva al genere, è feroce, è furioso senza arrivare al parossismo, è ferino di quella ferinità primordiale che unita alla reiterazione – Then You’re Dead non credo abbia una variazione sul riff che la tiene in piedi – pone questo album ai livelli di euforico nichilismo da rifferama chitarristico che contraddistingueva molti lavori di quegli anni (come compattezza del suono direi Distorted Pony e Cherubs, ma prendeteli come riferimenti molto vaghi).

Insomma, che sia una sorta di wall of sound post-albiniano a farla da padrone pare il minimo visto che in questo sestetto cresciuto e assemblato tra Leeds e Newcastle, non il massimo della vitalità, le chitarre sono ben tre, tutte e tre ben affilate oltre che ben formate al sacro verbo del rumore. Un bel tour de force che alla fine ci lascia con un ronzante “lunga vita al rumore” nelle orecchie, insomma.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 In A Hell
  • 2 Tarrare
  • 3 Then You're Dead
  • 4 Change My Ways
  • 5 Change My Ways
  • 6 Diet Of Worms
  • 7 Thank You For Being A Friend
  • 8 Three O'Clock In The Morning
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