Album

The New Eve in Rising

1 Agosto 2025 punk post-punk world_etnica folk

Il mito della donna selvaggia inglese — simbolo di ribellione pagana e natura indomita — è un archetipo spesso marginalizzato o romanticizzato. The New Eves, quartetto di Brighton, incarnano pienamente questo spirito, rifiutando qualsiasi confinamento imposto dalle convenzioni musicali contemporanee. Definirle semplicemente una band folk sarebbe riduttivo: il loro sound è un’ipnotica fusione di ritmi nord-europei, archi balcanici e intensi richiami proto-punk; i riferimenti in tal senso sono chiari: il salmodiare posseduto di Patti Smith e la prima Siouxsie, ma anche certi tribalismi di marca Raincoats, PIL e Fall.

Il debutto The New Eve Is Rising si apre con The New Eve, dichiarazione d’intenti feroce e viscerale. Prende vita una figura apocalittica e salvifica, che sovverte le narrazioni tradizionali della femminilità e incarna una rinascita folklorica. Il tema dell’emancipazione attraversa l’intero album: Highwayman rilegge in chiave contemporanea il celebre poema di Alfred Noyes, strappando via le figure di damigelle perdute e banditi affascinanti per riscrivere una storia più selvaggia e rabbiosa. Dimenticate il cadavere grazioso alla finestra: ora è lei a raccontare la sua storia, con sangue sugli stivali, terra sotto le unghie e un assolo che squarcia gli alberi come una banshee in missione.

In Astrolabe emerge una vita nomade e ribelle; Cow Song alterna pastorale e caos; Mary, ballata dolente, intreccia voce nuda e arrangiamenti raffinati. Ogni brano rivela un’attenzione maniacale al dettaglio.

The New Eve Is Rising è uno di quegli esordi capaci di trascinare l’ascoltatore in un’esperienza sonora totalizzante, istintiva, libera.

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Discografia
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  • 1 The New Eve
  • 2 Highway Man
  • 3 Cow Song
  • 4 Mid Air Glass
  • 5 Astrolabe
  • 6 Circles
  • 7 Mary
  • 8 Rivers Run Red
  • 9 Volcano
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