Album

Veni Vidi Vicious

10 Aprile 2000 rock

“Gli Hives dichiarano la guerra nucleare”, proclama (in francese, chissà perché) il titolo del brano che apre quello che rimane il disco migliore della band svedese. In termini di gigatoni rock’n’roll, in effetti, ai pezzi di Vidi Vini Vicious non manca nulla. Non esattamente dei raffinati sperimentatori avantgarde, Pelle Almqvist e soci, ma ehi, stiamo parlando appunto di rock’n’roll e la tamarraggine, in dosi accettabili, è un plus.

La serranda del garage di inizio millennio la tirano su loro per primi, insieme ai White Stripes dei primi due album (in quel periodo tuttavia molto meno conosciuti degli Hives). A voler fare i precisini le molotov di Main Offender e Hate To Say I Told You So incendieranno le radio alternative e le serate rock nei club solo un paio di anni più tardi, grazie a una provvidenziale antologia della Poptones di Alan McGee che sbanca le classifiche UK.

Negli ultimi vent’anni Main Offender l’abbiamo sentita un po’ dappertutto (serie tv, pubblicità, videogiochi) ma rimane sempre un bel gancio punk e a modo suo un classico di quel periodo. La Svezia già negli anni 80 aveva una rispettabilissima scena garage (Creeps, Nomads, Stomachmouths) ma l’ambiente in cui crescono gli Hives è quello hard-scandinava di band come Hellacopters, Gluecifer, Turbonegro: il garage c’è ma più sotto forma di mentalità, dal punto di vista strettamente musicale contano maggiormente Alice Cooper, gli AC/DC, i Sex Pistols, gli MC5.

Contrariamente a tutti i loro conterranei citati, questi hooligan in frac sono gli unici a essere passati dalla cassa. Ma se lo meritavano.

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