Album
Stands For Decibels
-
Alessandro Pogliani
- 8 Gennaio 2020
Non è un caso che l’album di esordio del quartetto power pop proveniente dalla North Carolina ma formatosi a New York alla fine degli anni Settanta, composto da Chris Stamey (che nel 1977 aveva militato come bassista nella band di Alex Chilton) e Peter Holsapple (nel futuro membro esterno dei R.E.M.), con Gene Holder al basso e Will Rigby alla batteria, sia stato pubblicato dall’etichetta inglese Albion (negli USA verrà pubblicato solo otto anni dopo, su CD, dalla I.R.S.): con le loro melodie robuste, le ricercate soluzioni armoniche, i gagliardi riff di chitarra, le canzoni dei dB’s rientrano a pieno diritto nel filone multicolor del migliore artigianato beatlesian-kinksiano. Senza dimenticare peraltro le intuizioni del Brian Wilson più ispirato e innestando moderni nervosismi new wave, per risultati piacevolmente senza tempo. Starney e Holsapple si dividono oneri e onori di songwriting, con il primo più rivolto all’arabesco art (She’s Not Worried, Espionage, Cycles per Second) e il secondo dedito ad orecchiabili knock-out (Black & White, Big Brown Eyes, Bad Reputation). Da (ri)scoprire.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
