Album

Saputjiji

6 Marzo 2026 avant spokenword_reading elettronica experimental

Se il precedente Tongues era un album politico e personale, che affrontava temi come colonialismo, identità indigena, violenza e oppressione, in Saputjiji Tanya Tagaq torna ai registri sperimentali del canto di gola e allo spoken word, che le hanno valso riconoscimenti internazionali come il Polaris Music Prize, diversi Juno Awards e l’Order of Canada, per denunciare le strutture di potere contemporanee. Temi come militarismo, capitalismo, genocidio e sistemi coloniali su scala globale vengono affrontati alternando prose più frontali e aggressive di stampo (post)industrial (Foxtrot) ad altre più intimiste, aperte a paesaggi sonori ambientali e cinematografici (Exit Wound, When They Call, Bohica).

Le prose parlate richiamano l’impegno e la militanza di Moor Mother (Lichens, Razorblades), mentre i momenti più avant coprono un ampio spettro di influenze, con paragoni impegnativi: dai vocalizzi ancestrali in chiave crossover di Mike Patton (Foxtrot) fino al teatro sonoro trasfigurato di Diamanda Galas (Fuck War).

Ne emerge un’opera senza un baricentro fisso, urgente e incompromissoria, che pone l’ascoltatore davanti a ingiustizie globali e soprusi storici, pur aprendo spazi di raccoglimento dove, tra le fessure di un’anima (e di un popolo) lacerati, sgorga linfa vitale e affettiva. Il folk ambientale della conclusiva Imiq sublima tutto ciò in un mantra circolare, elfico, onirico e celeste: una speranza rivolta al futuro e alle nuove generazioni.

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Discografia
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  • 1 Fuck War
  • 2 Razorblades
  • 3 Foxtrot
  • 4 When They Call
  • 5 Exit Wound
  • 6 Ikualajut
  • 7 Bohica
  • 8 Lichens
  • 9 Expensive Plane Tickets
  • 10 Black Boot
  • 11 Imiq
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