Album

Spheres Collapser

28 Febbraio 2026 avant drone

Con Stephen O’Malley Spheres Collapser sposta la propria ossessione del drone, dall’amplificatore al grande organo a canne dell’Église Saint-François di Losanna. Due lunghe composizioni, pubblicate da XKatedral in collaborazione con La Becque Editions, chiamate Phase I e Phase II e affidate a un trio inedito: O’Malley con la consorte Kali Malone e Frederikke Hoffmeier, aka Puce Mary. L’organo, ripreso nella sua massa d’aria e nelle sue pulsazioni, diventa una sorta di organismo a se stante. Si muove su registri bassi che premono sotto la soglia del suono musicale, con canne acute che graffiano e vibrazioni che fanno percepire l’eco dell’ambiente prima ancora delle note.

Il lavoro nasce dentro una suite più ampia scritta per una collaborazione con la coreografa Cindy Van Acker e registrata a Natale 2021. Non ha lo sfarzo liturgico e coloristico di Messiaen, né la trance estatica di Terry Riley; il riferimento naturale sta piuttosto tra La Monte Young e Phill Niblock, con una ritualità più implicita che dichiarata. La drone music di O’Malley più che lavorare direttamente sulla trascendenza, lavora su impercettibili variazioni di densità. Gli armonici sovrapposti creano increspature di intonazione, e l’ascolto si sposta su peso e volume d’aria, non su melodie.

Tecnicamente il progetto si avvale di microfoni ambientali piazzati lungo la navata, senza sovraincisioni di chitarre o sintetizzatori. Il severissimo minimalismo della registrazione costringe l’ascoltatore a regolare il volume e a prestare la massima attenzione alla risonanza, affacciandosi su un panorama armonico che muta con la lentezza di una frana geologica. Se i Sunn O))) mettono in scena la potenza del drone, qui O’Malley saggia la sua fragilità, il modo in cui una struttura musicale può incrinarsi senza esplodere.

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  • 1 Phase I Organ
  • 2 Phase II Organ
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