Album

I'm Deranged/Stella Burns plays David Bowie

31 Marzo 2023 cantautori art alt

In attesa del nuovo album, previsto per l’autunno, e dopo l’EP del 2009 degli Hollowblue, Gianluca Sorace torna a confrontarsi con uno degli artisti per lui più importanti e formativi.

Per me, Bowie incarna la potenza dell’arte, della dedizione e dello studio come veicoli per raggiungere una maggiore consapevolezza e crescita personale, senza dimenticare di divertirsi lungo il percorso.

Le sei canzoni scelte sono da vero appassionato e conoscitore di David Bowie: si parte con I’m Deranged dal tardo capolavoro 1.Outside (1995), che venne utilizzata anche nei titoli d’apertura e di coda di Strade perdute da David Lynch, in una versione che rivela, sorprendentemente, che qualcosa di Jacques Brel c’era anche qui; segue la ballata decadente Shadow Man, una notevole outtake di The Rise and Fall of Ziggy Stardust che Bowie poi riprese per il progetto Toy (e che uscì poi sui singoli di Heathen poi sulla raccolta Nothing Has Changed), in una versione abbastanza fedele,  così come la minacciosa We Are The Dead da Diamond Dogs (1974) mantiene il tono da cabaret pessimista con cui l’originale ci ricordava che quell’album in origine doveva essere un musical tratto da 1984 di George Orwell; chiudono la graziosa marcetta di Rubber Band dal lontano 1966, qui più accorata, la struggente canzone del ritorno dal silenzio Where Are We Now (2013) di cui si rende bene il tono tra risveglio e rimembranza per chiudere con la graziosa Eight Line Poem (su Hunky Dory si trovava tra due colossi come Oh You Pretty ThingsLife On Mars?), passata dal piano alle chitarre per un disco che ha il merito di ricordare alcune delle numerose bellezze presenti nella discografia bowiana.

Il disco esce in digitale e in una limitata edizione in CD.

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  • 1 I'm Deranged
  • 2 Shadow Man
  • 3 We Are The Dead
  • 4 Rubber Band
  • 5 Where Are We Now?
  • 6 Eight Line Poem
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