Album
Phfin EP
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Lorenzo Montefinese
- 30 Maggio 2021
La londinese Keysound Recordings di Dusk e Blackdown pare aver trovato un nuovo momento prolifico sul fronte discografico. Esattamente un mese dopo l’uscita – inattesa e benvenuta – di uno split fra il boss Blackdown e sua maestà Burial, arriva Phfin EP prodotto da SPD.
Tre tracce di cupa post garage coerente con la direzione artistica di casa Keysound, intenta in questi ultimi anni a esplorare il potenziale del cosiddetto 130 black. E così, il notturno urbano della foto di copertina lascia poco spazio all’immaginazione: dal primo all’ultimo minuto, questo EP è un profluvio di basse frequenze che invocano un sound system per farsi apprezzare appieno. Il mood è tetro, i beat scheletrici e senza orpelli. Bassline e percussioni la fanno da padroni, qualche synth debitamente riverberato di qua, echi di voci lontane e tutt’altro che rassicuranti di là. Le mutazioni della club music britannica si sentono nel tipico swing garage e nei rullanti funky, ma senza la spensieratezza e la sfacciataggine dei suddetti generi.
Tinte fosche da ballare a testa bassa in club altrettanto bui. 130 black is back.
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