Album

Majestic Noise Made In Beautiful Rotten Iran

4 Marzo 2022 elettronica orchestrale_sinfonica minimalismo

Classe ’72, e con doppio passaporto iraniano/statunitense, Ata Ebtekar, in arte Sote, vive in Iran dal 2014 ed è probabilmente la figura più nota in ambito elettronico – e sound design – sperimentale del Paese e della sua generazione, oltre che ambasciatore delle sonorità che qui vengono prodotte tramite Zabte Sote, divisione della Opal che si occupa di promuovere artisti locali.

Negli anni ’90, Ebtekar studia a San Francisco, e nelle sue pubblicazioni, che coprono un arco temporale di due decenni, c’è l’EP Electric Deaf  licenziato dalla britannica Warp nel 2002, una distorta take dell’hardcore continuum trafitta da laser 8bit.

Vent’anni dopo, su Sub Rosa, esce Majestic Noise Made In Beautiful Rotten Iran, un lavoro magnifico e sinfonico che rientra nei confini della conceptronica, dunque senza gli strumenti tradizionali (e le fascinazioni) di cui il compositore si è avvalso nel recente passato (setar e santur usati in Sacred Horror In Design). «An all electronic affair», come afferma lui stesso, minimalista ma soprattutto ansiogeno e massimalista, che concede spazio all’intimità ma abita una grandeur distopica, nel cui stomaco c’è l’inferno e tutt’attorno una soverchiante polifonia elettronica.

È una personale dedica a una terra tempestata da distruzione e tirannia, ma anche un mondo sonoro in grado di proiettarsi in avanti inglobando privato e pubblico, nostalgie e resistenze, bellezza e distruzione, aprirsi a immaginifici portali dimensionali che fungono da ellittiche fughe su un ineludibile presente. Una Persia parallela innestata nell’odierno Iran, vissuta contemporaneamente, proprio come in un romanzo di Philip K. Dick.

Tracklist
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  • 1 Forced Absence
  • 2 I'm trying but I can't reach you father
  • 3 Life
  • 4 Arcane Existence
  • 5 Dogs
  • 6 Neo Fatal Technology
  • 7 Strings of Agony
  • 8 Hearts and Minds
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