Album

A Matter of Time

5 Gennaio 2024 pop brit rock

Il primo numero uno del 2024 nella classifica inglese non è un album di una qualche popstar, di un qualche rapper o di una qualche band particolarmente in voga, il primo numero uno dell’anno è infatti il nuovo album dei Shed Seven, formazione di York emersa durante la grande stagione britpop, rimanendo comunque una band che potremmo definire di terza o quarta fascia (in zona Dodgy, Marion o Cast) di quel fortunato periodo, per intenderci una di quelle che tendenzialmente ricordano solo a livello nazionale e, fuori dall’Inghilterra, quasi esclusivamente i nostalgici della cool britannia.

Con gli Smiths come riferimento iniziale ma con gli occhi puntati al successo degli Oasis e più in generale a sonorità più muscolari (alt-rock e power pop, comunque all’apice commercialmente parlando) gli inglesi debuttarono nel 1994 con Change Giver (73.000 copie vendute, Speakeasy forse il brano di spicco) per poi raccogliere i frutti del momento magico del britpop due anni più tardi con l’album A Maximum High, ad oggi il loro più venduto con 200.000 copie (23.000 delle quali nella prima settimana) e contenente quelli che forse sono i due singoli più conosciuti della loro discografia (la ballad malinconica Chasing Rainbows e Going for Gold).

Con alle spalle quel 1997 che per molti versi chiuse l’epopea brit, nel 1998 Rick Witter e compagni pubblicarono Let It Ride, album che debuttò in 9° posizione in classifica ma che non riuscì a ripetere i numeri del predecessore. La band si sciolse dopo il fallimentare Truth Be Told del 2001 per poi tornare sedici anni più tardi con Instant Pleasures, un comeback album capace di raggiungere l’8° posizione (con 13.000 copie) in classifica.

Sette anni più tardi la fanbase (gli “Shed-heads”) è ancora intatta, anzi sembra essere ancora più voluminosa dato che A Matter of Time ha esordito con ben 17.700 copie (di cui 8.400 cd e 6.500 vinili), cifra che probabilmente in altre settimane dell’anno non avrebbe garantito la prima posizione ma che rimane di assoluto rispetto (giusto per fare confronti abbastanza recenti, Memento Mori dei Depeche Mode ha esordito con 22.000 copie, Everything is Alive degli Slowdive con 6.000 e I/O di Petere Gabriel con meno di 16.000).

Numeri a parte, l’album è un dignitoso concentrato di brit-rock, anche più energico (Let’s Go) di quello che ci si potrebbe aspettare da una band con alle spalle trent’anni di attività, dove i sentori di “lavoro di mestiere” (presenti in Let’s Go Dancing o in In Ectasy con Rowetta degli Happy Mondays) vengono comunque bilanciati da un songwriting piuttosto ispirato, tanto che brani come F:K:H o Real Love non avrebbero sfigurato nella loro discografia anni novanta.  Nella conclusiva Throwaways presenzia Peter Doherty.

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Discografia
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  • 1 Let's Go
  • 2 Kissing California
  • 3 Talk of the Town
  • 4 Let's Go Dancing
  • 5 In Ecstacy
  • 6 Tripping with you
  • 7 Let's Go (Again)
  • 8 Real Love
  • 9 F: K: H
  • 10 Starlings
  • 11 Ring The Changes
  • 12 Throwaways
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