Album
Sex Pistols 76/77
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sentireascoltare
- 9 Settembre 2021
Quadruplo CD per raccontare nei minimi dettagli la genesi di Never Mind The Bollocks… dei Sex Pistols. Il boxset s’intitola Sex Pistols 76/77 e contiene ben 80 alternate version di tracce, incise tra maggio 1976 e settembre 1977, che avrebbero in seguito preso forma definitiva nel leggendario album.
Breve riassunto: dopo aver cambiato nome nel 1975 (esiste una precedente formazione rimasta segreta chiamata Strand), il quartetto formato da cantante Johnny Rotten, il chitarrista Steve Jones, il batterista Paul Cook e il bassista Glen Matlock entra per la prima volta in uno studio di registrazione 10 mesi più tardi. Siamo nel maggio del 1976, ai Majestic di Londra, e in studio con loro c’è Chris Spedding. Due mesi dopo, la band è ai Decibel e ai Riverside con Dave Goodman. E ancora, in ottobre, sempre con Goodman, ai Wessex.
Anarchy In The UK esce il 26 novembre 1976 e giusto qualche giorno più tardi la band è in TV al Bill Grundy Show. I quattro, ubriachi, prendono in giro il presentatore che, spaventato, cerca di tenere il suo aplomb provocandoli a sua volta: «Cosa avete fatto con tutti i soldi che vi hanno dato?» Risposta fuori campo, «we fucking spent it» e da lì le cose degenerano. Il giorno seguente, con la band sbattuta in prima pagina su quotidiani e tabloid britannici, la EMI non ci pensa due volte e rescinde il contratto. I Sex Pistols non si perdono d’animo, a stretto giro sono con Goodman in altri due studi londinesi, gli Eden e i Gooseberry. A quel punto Matlock lascia il gruppo e viene rimpiazzato da Sid Vicious. La band firma per A&M, ma anche quel contratto dura pochissimo. Prima dell’uscita del singolo God Save The Queen, il 9 giugno 1977, l’etichetta si chiama fuori e distrugge lo stock di singoli.
Sarà Virgin a far uscire Never Mind The Bollocks… il 28 ottobre 1977. Sex Pistols 76/77 è dunque il racconto della genesi del disco attraverso un esaustivo resoconto delle sue numerose session. La recensione del disco originale su queste pagine è di Edoardo Bridda. Per il dettaglio sulla tracklist vi rimandiamo al sito ufficiale della band.
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