Album

The Rat Road

5 Maggio 2023 house bassmusic rnb elettronica

A un certo punto, dopo il disco Save Yourself del 2016, era lecito chiedersi che fine avesse fatto SBTRKT, il mascherato producer, cresciuto nel Cambridgeshire, diventato simbolo dell’etichetta future applicata a jazz, r&b, soul e affermatosi con lo strepitoso omonimo esordio. Ma il nostro sembra davvero lontano da quei fasti anche perchè, in quasi dieci anni, i canoni musicali lanciati si sono cristallizzati facendo perdere l’effetto sorpresa che il suo disco aveva sprigionato.

Così questo The Rat Road non fa che proseguire sulla spenta scia di Save Yourself: una sfilata di ospiti, anche di qualità, che si dilettano su varie traiettorie sonore in un percorso che pecca di organicità nonostante qualche guizzo. Anche qui c’è il suo fidato Sampha che con George Riley offre la sua sempre profonda, raffinata voce in L.F.O, un pezzo pop con tappetti semi trap e stanca cassa spezzata dove a emergere sono più che altro le parti vocali. Un po’ di confusione campeggia nello scorrere delle tracce. Sampha torna in Limitless dove SBTRK fa il suo, un future r&B d’atmosfera ma nulla più. Va meglio con l’ammaliante No Intention, dove si resta incantanti dalle melodie vocale di Leilah che si ripete nella successiva, dal taglio lo-fi/chill, Forward. La sensazione è appunto che a dominare il disco siano i collaboratori: lo si sente anche negli episodi con Toro Y Moi – ovvero Days Go By e Demons – dove sembra che sia il musicista di Columbia ad aver fatto (bene) il grosso del lavoro.

Le atmosfere ci sono, le parti vocali sono vincenti ma manca la visione d’insieme di un album anche troppo lungo rispetto alle frecce nell’arco dell’autore. Così come sembrano spunti e non idee complete gli interludi Remnant e Coppa.

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