Album
VIVID
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Edoardo Bridda
- 26 Luglio 2025
Viene da Planet Pink e il suo mondo pulsa di rosa shocking. Pink è anche il colore dominante della copertina di VIVID, EP di debutto firmato per BPitch Control da Sarah Sommers, producer di stanza a Berlino, già inclusa nella compilation We Are Not Alone Pt. 9. Un’estetica queer e cyber-futurista si fonde con la cultura rave, e quando Sarah si mette non ai piatti ma davanti al suo setup hardware, ciò che ne esce è pura retromania da warehouse anni ’90: acid, techno, bpm senza sconti, refrain ipnotici e bassline capaci di far tremare le pareti, rigorosamente grondanti di sudore.
Non c’è nulla che provi a uscire dall’immaginario di riferimento, ma tutto qui va dritto al cuore di una materia sonica ormai codificata. Shed 14 apre con laser sparati in faccia, tastiere verde fluo, strobo lisergici e rifrazioni hoover a disegnare un’istantanea acid house tra memoria e muscoli. Speedup piazza un drone ellittico e larvale sopra una griglia ritmica fatta di tegole marziali e stacchi spaghetti house, mentre Bubbles rilancia con una hard house Lisa Lashes, grezza, dissonante, tutta nervi e corrosione. Tresor e Sunrise chiudono l’EP come variazioni sul tema: il primo (acidissimo) tributo dichiarato, la seconda, con i suoi cascami trance, una cartolina euforica all’alba nonché il pezzo che ne evidenzia davvero il talento.
VIVID non inventa nulla, ma sa come colpire. E lo fa bene. Quanto basta.
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Discografia
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- 1 Shed 14
- 2 Speedup
- 3 Bubbles
- 4 Tresor
- 5 Sunrise
